Frittata di pasta al sapor d’America

di Jusy Coppola

Frittata di pasta al sapor d’America

A pranzo tutti entusiasti della pasta al sugo, ma il giorno dopo… musi lunghi. E allora come fare per riproporre in modo diverso ai nostri figli lo stesso piatto? L’ispirazione (e la soluzione) viene da un grande classico: la frittata di pasta!

Beh, le nonne ci hanno da sempre insegnato a fare la frittata di pasta, ma il palato dei nostri ragazzi è per certi versi più sofisticato di quello che avevamo noi così come per altri versi omologato ai sapori che riconoscono di più. E allora… ecco l’idea.

Frittata di pasta al sapor d'America

La quantità di uova da aggiungere dipende dalla quantità di pasta

Frittata di pasta: la preparazione

Se sono spaghetti (ma si può agire anche con la pasta corta) prima cosa tagliarli, aggiungendo uova secondo la quantità della pasta avanzata. In alternativa è possibile spezzare gli spaghetti dopo aver aggiunto le uova durante la mescolatura.

Poi mescolare e aggiungere – per catturare i gusti dei giovani – cheddar cheese al posto della solita mozzarella. Il cheddar è il formaggio più popolare nel mondo anglofono, nonostante sia nato originariamente come alimento umilissimo! Oggi è impossibile non trovarlo tanto al supermercato quanto in tutti i fast-food.

Riscaldare una teglia antiaderente con un filo di olio extra vergine d’oliva e versare la nostra pasta avanzata, mescolata precedentemente con l’uovo e il cheddar, nella teglia quando è ben calda; lasciare cuocere per 5 minuti circa (il tempo per far incrostare la parte a contatto con la padella) e girare, proprio come una frittata.

Et voilà, pochi minuti e gli avanzi del pranzo diventano una nuova idea da presentare ai nostri figlioli.

Restiamo in contatto

Ti è piaciuta questa idea? Condividila con i tuoi amici usando i pulsanti social in basso e lascia un commento a questo articolo e condividi con noi le tue impressioni!

Cerchi altre ricette per ridurre gli sprechi in cucina? Clicca qui per sfogliare tutte le nostre ri-ricette!

2 Comments

2 Comments

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *