A Scuola di Acqua: il 89% degli insegnanti considera ambiente e benessere essenziali

La crisi climatica trasforma l’educazione: insegnanti e alunni affrontano emozioni e responsabilità ambientali attraverso il progetto “A Scuola di Acqua – Sete di Futuro”.

INDAGINI E RICERCHE – Nel 2025, la crisi climatica continua a influenzare il panorama educativo, modificando le dinamiche nelle aule scolastiche. Gli insegnanti si trovano a dover affrontare non solo nozioni riguardanti l’acqua, le risorse naturali e la sostenibilità, ma anche le preoccupazioni emotive dei propri alunni. Questi temi, che toccano aspetti legati alla salute e alla partecipazione, richiedono un approccio che traduca questioni complesse in strumenti di comprensione e azione. Questo scenario emerge dai dati raccolti nel progetto “A Scuola di Acqua – Sete di Futuro”, un’iniziativa lanciata da Sanpellegrino e ScuolAttiva ETS, con il supporto scientifico dell’Università di Pavia.

Eco-ansia e responsabilità ambientale

Una ricerca condotta nel 2024 dall’Università di Pavia ha messo in luce un alto livello di preoccupazione per il futuro dell’ambiente tra i bambini, con una percentuale del 95% degli studenti che esprimeva timori legati a questa tematica. Tra questi, il 40% mostrava segnali di impatto emotivo, mentre il 95,6% si sentiva investito di responsabilità, e il 97,2% credeva di poter contribuire al cambiamento. La nuova indagine, realizzata nel corso dell’anno scolastico 2024-2025, ha focalizzato l’attenzione sugli insegnanti, attraverso un corso di formazione accreditato dal Ministero dell’Istruzione e del Merito e l’uso di un toolkit didattico dedicato a natura, sostenibilità ed emozioni.

“Con “A Scuola di Acqua – Sete di Futuro” Sanpellegrino porta avanti da anni un percorso educativo pensato per aiutare le nuove generazioni a maturare una maggiore sensibilità e consapevolezza rispetto al valore e alla tutela dell’acqua, dell’ambiente e delle risorse naturali”, ha dichiarato Fabiana Marchini, Head of Corporate Affairs & Sustainability del Gruppo Sanpellegrino. “La nuova indagine conferma quanto sia importante offrire alla scuola strumenti capaci di trasformare la preoccupazione per il futuro del Pianeta in conoscenza, partecipazione e capacità di azione”.

Insegnamento dell’ambiente e del benessere

Il report preliminare A Scuola di Acqua 2026 rivela che l’89% degli insegnanti considera fondamentale aiutare i bambini a comprendere il legame tra ambiente e benessere personale. Un 78% dei docenti ritiene che le attività pratiche sulla natura e la cura dell’ambiente dovrebbero essere integrate nella routine scolastica. Questi dati posizionano l’educazione ambientale come un campo che unisce conoscenze scientifiche, competenze emotive e comportamenti quotidiani. La maggior parte degli insegnanti coinvolti nella ricerca ha un’ampia esperienza, con circa 3 su 4 che dichiarano di avere più di dieci anni di attività.

“Oggi non basta parlare di sostenibilità: servono nuovi linguaggi e strumenti educativi per affrontare temi complessi come il cambiamento climatico senza generare paura o senso di impotenza”, ha affermato Simona Frassone, Direttrice Generale e Presidentessa del Comitato Educational di ScuolAttiva ETS. “Con “A Scuola di Acqua – Sete di Futuro” abbiamo scelto un approccio narrativo positivo capace di trasformare la consapevolezza in azione”.

Formazione degli insegnanti e strumenti didattici

Il progetto ha previsto la realizzazione di webinar formativi, che hanno ricevuto valutazioni positive da quasi l’85% dei partecipanti. Gli insegnanti hanno trovato utile la disponibilità di idee pratiche per integrare natura e sostenibilità nella vita scolastica. La motivazione a promuovere pratiche di educazione ambientale ha raggiunto un punteggio medio di 6,18 su 7, con i partecipanti che hanno segnalato l’acquisizione di strategie per affrontare questi temi in modo costruttivo.

“Parlare di eco-ansia non significa patologizzare la preoccupazione dei bambini”, ha osservato Livio Provenzi, responsabile scientifico del progetto per l’Università di Pavia. “Significa riconoscere che l’informazione sul cambiamento climatico può avere un impatto emotivo e che gli adulti hanno un ruolo nel modo in cui questa informazione viene accompagnata”.

Empatia e partecipazione nelle aule

Il toolkit sperimentale utilizzato nelle classi ha ottenuto una valutazione favorevole. L’84,9% degli insegnanti ha notato un forte entusiasmo nelle attività legate alla consapevolezza ambientale, mentre il 78,8% ha osservato un aumento dell’empatia verso animali e piante. Inoltre, il 75,8% ha segnalato una maggiore collaborazione nei lavori di gruppo a tema ambientale. Le attività non solo hanno ampliato le conoscenze, ma hanno anche migliorato la partecipazione e la collaborazione tra i bambini.

Le evidenze raccolte dimostrano che la scuola può affrontare le emozioni legate alla crisi climatica attraverso strumenti pratici e attività integrate nella quotidianità. Il passaggio dall’eco-ansia all’eco-care richiede un impegno collettivo di scuole, famiglie e comunità, evidenziando l’importanza di un approccio collaborativo per il futuro.

[1] L’indagine ha coinvolto circa 1.000 bambini tra i 5 e gli 11 anni attraverso una survey CAWI.

[2] L’indagine 2025-2026 ha coinvolto 20 scuole sul territorio nazionale per un totale di 55 insegnanti e 920 alunni fra gli 8 e 12 anni.