A Strasburgo, circa 5.000 agricoltori europei manifestano contro il Mercosur

Cinquemila agricoltori manifestano a Strasburgo contro l’accordo con il Mercosur, esprimendo dissenso e tensione in un clima di scontri e richieste di protezione per l’agricoltura europea.

Circa cinquemila agricoltori hanno preso parte a una manifestazione a Strasburgo il 2 maggio 2025, esprimendo il loro dissenso nei confronti dell’accordo con il Mercosur. Questa cifra è stata comunicata dalla polizia alsaziana all’agenzia di stampa AFP.

Atmosfera della protesta

L’atmosfera della protesta è stata caratterizzata da fumogeni accesi, bandiere sventolanti e trattori in movimento, il tutto in coincidenza con il dibattito che precede il voto su un potenziale ricorso alla Corte di giustizia dell’Unione Europea.

Partecipazione e tensione

La manifestazione ha visto la partecipazione di agricoltori principalmente francesi, ma anche di rappresentanti italiani come Confagricoltura, Coldiretti e Cia, oltre a belgi e polacchi, che si sono riuniti davanti alle istituzioni europee già dalla tarda mattinata. Con il passare delle ore, la tensione è aumentata notevolmente. Nel pomeriggio, si sono verificati scontri, con il lancio di fumogeni, bottiglie e frutta contro le forze dell’ordine, che hanno risposto utilizzando lacrimogeni. I manifestanti hanno indirizzato il loro malcontento anche verso la presidente della Commissione Europea, Ursula von der Leyen, il cui nome è stato oggetto di fischi e che è stato simbolicamente associato a una bara portata tra la folla.

Dichiarazione del presidente

“Siamo qui in tanti perché vogliamo continuare a difendere un’agricoltura che produce in Europa“, ha dichiarato dal palco il presidente della Federazione francese dei sindacati agricoli (FNSEA), Arnaud Rousseau. Ha sottolineato l’importanza di opporsi all’accordo, esortando gli eurodeputati a unirsi contro l’intesa, indipendentemente dalle loro affiliazioni politiche e nazionali.

Segnale di determinazione

La mobilitazione di oggi a Strasburgo rappresenta un chiaro segnale della determinazione degli agricoltori europei nel preservare un modello agricolo sostenibile e locale, in contrasto con le politiche commerciali che potrebbero mettere a rischio la loro attività.