A Torino, 6.000 agricoltori discutono di carne, ormoni, riso e pesticidi

Gli agricoltori italiani si mobilitano contro la concorrenza sleale e chiedono maggiore trasparenza e controlli sui prodotti alimentari importati da paesi extra Ue.

Gli agricoltori italiani si stanno unendo per contrastare la concorrenza sleale e la mancanza di controlli sui prodotti alimentari provenienti da paesi extra Unione Europea. Questi prodotti, come la carne congelata contenente ormoni e il riso trattato con pesticidi vietati, rappresentano un rischio per la salute dei consumatori. A lanciare l’allerta è stata Coldiretti, che il 15 marzo 2025 ha organizzato una grande assemblea presso il Lingotto Fiere di Torino, dando avvio a una mobilitazione che si estenderà in tutto il territorio nazionale.

La partecipazione degli agricoltori a Torino

A Torino si sono riuniti circa 6.000 agricoltori provenienti da Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta. Tra i presenti, il segretario generale di Coldiretti, Vincenzo Gesmundo, il presidente Ettore Prandini, e i presidenti delle diverse federazioni regionali: Cristina Brizzolari per il Piemonte, Gianluca Boeri per la Liguria e Alessia Gontier per la Valle d’Aosta. Insieme a loro, il delegato confederale Bruno Rivarossa e i dirigenti delle federazioni piemontesi hanno partecipato attivamente all’assemblea. Durante l’evento, sono state allestite due tavole simboliche: una dedicata ai cibi considerati ‘pericolosi’ e l’altra alle ‘eccellenze’ del Made in Italy.

Strategie per la trasparenza e la sicurezza alimentare

Prandini ha sottolineato l’importanza di organizzare incontri in tutte le regioni italiane per riaffermare la necessità di una visione strategica chiara. Ha dichiarato che non è più accettabile l’utilizzo del codice doganale attuale e ha richiesto un sistema di tracciabilità che garantisca un’origine chiara e trasparente. Questo permetterebbe ai cittadini di avere accesso a informazioni veritiere sui prodotti alimentari che acquistano.

In aggiunta, Prandini ha evidenziato la continuazione della battaglia contro gli accordi di libero scambio, chiedendo che gli standard europei di sicurezza e sostenibilità siano applicati a tutti i prodotti, senza eccezioni basate sul paese di origine.

Il valore delle importazioni e l’allerta per il settore

Brizzolari e Rivarossa hanno fornito dati preoccupanti riguardanti le importazioni. Nel 2024, il valore delle importazioni da paesi extra Ue ha raggiunto i 2,8 miliardi di euro in Piemonte. Nei primi nove mesi del 2025, si è registrato un incremento del 30% delle importazioni di prodotti alimentari da questi paesi. Questi dati evidenziano la crescente pressione che il settore agricolo italiano sta affrontando a causa della concorrenza estera e della necessità di un intervento più rigoroso da parte delle autorità competenti per garantire la sicurezza alimentare e la protezione degli agricoltori locali.