Accordo dell’Ue per vietare l’uso del termine ‘carne’ nei prodotti vegani, esclusi i veggie burger

Il Consiglio dell’Unione Europea e il Parlamento Europeo approvano la riforma dell’Organizzazione Comune dei Mercati Agricoli per tutelare agricoltori e garantire trasparenza nel settore agroalimentare.

Il 2 dicembre 2025, il Consiglio dell’Unione Europea e il Parlamento Europeo hanno raggiunto un accordo significativo riguardante la riforma del regolamento sull’Organizzazione Comune dei Mercati Agricoli (Ocm). Questa iniziativa mira a rafforzare la posizione contrattuale degli agricoltori all’interno della filiera agroalimentare, introducendo misure specifiche per garantire una maggiore protezione e trasparenza.

Definizione di carne e protezione dei termini

Una delle novità più rilevanti di questo accordo è la definizione di “carne”, che viene descritta come le “parti commestibili di animali“. Di conseguenza, termini come ‘bistecca’, ‘filetto’ e ‘fegato’ sono riservati esclusivamente ai prodotti contenenti carne, escludendo quelli derivati da coltivazioni in laboratorio. Nonostante le lunghe trattative, il termine “veggie burger” non è stato incluso nel divieto di associare nomi tipicamente legati ai prodotti di origine animale a quelli vegetali. Questa decisione è stata accolta con favore da diverse associazioni di categoria che vedono in essa un passo importante per la tutela della qualità e dell’identità dei prodotti alimentari.

Obbligo di contratti scritti e supporto agli agricoltori

Le modifiche apportate al regolamento Ocm prevedono l’obbligo di stipulare contratti scritti tra agricoltori e acquirenti. Questi contratti dovranno includere una clausola di revisione, assicurando che le intese a lungo termine possano adattarsi alle variazioni del mercato, ai cambiamenti dei costi e alle condizioni economiche generali. Inoltre, gli Stati membri avranno la facoltà di offrire un sostegno finanziario supplementare alle organizzazioni di produttori e alle loro associazioni, nell’ambito delle misure settoriali della Politica Agricola Comune (Pac).

Condizioni per l’uso di termini di commercializzazione

L’accordo stabilisce anche le condizioni per l’utilizzo di termini di commercializzazione facoltativi, come “equo”, “equitativo” e “filiera corta”. Questi termini devono garantire chiarezza sia per i produttori che per i consumatori, contribuendo a una maggiore trasparenza nel mercato. L’intesa, pur essendo stata raggiunta, dovrà ora essere confermata da entrambe le istituzioni europee prima di entrare in vigore, segnando un passo significativo verso una maggiore equità nella filiera agroalimentare.