Acque inquinate da virus, batteri e parassiti, oppure habitat favorevoli alla proliferazione di insetti vettori di malattie come le zanzare, causano annualmente circa 1,4 milioni di decessi nel mondo. L’acqua rappresenta non solo una risorsa fondamentale per la vita, ma anche un ecosistema complesso che può influenzare significativamente la salute umana. Questo tema assume una crescente importanza a causa del cambiamento climatico, che sta alterando gli equilibri naturali. In questo contesto, l’Accademia Nazionale dei Lincei ha organizzato un convegno a Roma il 22 marzo 2025, in coincidenza con la Giornata Mondiale dell’Acqua, per approfondire il legame tra acqua e diffusione delle malattie, spaziando dal colera alla malaria, fino alla dengue e al virus del West Nile.
Le malattie trasmesse dall’acqua e il cambiamento climatico
Andrea Rinaldo, professore presso il Politecnico Federale di Losanna (EPFL) e membro dell’Accademia dei Lincei, ha sottolineato all’ANSA come la diffusione delle malattie legate all’acqua stia subendo una trasformazione a causa dei cambiamenti climatici. “L’aumento della temperatura di due gradi altera gli habitat delle malattie precedentemente sconosciute”, ha affermato Rinaldo, evidenziando che si tratta di una problematica di crescente rilevanza. Le malattie trasmesse dalle zanzare sono particolarmente preoccupanti. Secondo i dati dello European Centre for Disease Prevention and Control (ECDC), nel 2025 si sono registrati oltre 1.100 casi di infezioni da virus del West Nile in Europa, con l’Italia che ha riportato il numero più alto, 779 casi e 72 decessi.
Il colera e le disuguaglianze nella gestione delle risorse idriche
Un’altra malattia di grande preoccupazione è il colera, causato da un batterio presente in acque contaminate. Rinaldo ha ricordato che l’ultima epidemia di colera in Italia risale al 1994, a Bari, un evento non così remoto. Le disuguaglianze nell’accesso alle risorse idriche rappresentano un ulteriore problema. Le attuali condizioni climatiche non favoriscono la riduzione di tali disuguaglianze, un aspetto cruciale secondo Rinaldo. “È giunto il momento di ripensare la giustizia distributiva nella gestione delle risorse idriche a livello globale”, ha affermato, sottolineando che una gestione equa potrebbe anche contribuire a contenere i flussi migratori.
La questione dell’acqua e della salute è quindi complessa e interconnessa con numerosi fattori ambientali e sociali. Il convegno organizzato a Roma ha messo in luce l’urgenza di affrontare questi temi, evidenziando l’importanza di una strategia globale per la gestione delle risorse idriche e la salute pubblica.
