Agricoltori Cia manifestano a Bari: ‘fermare l’importazione di grano fino a dicembre’

Gli agricoltori italiani chiedono il blocco delle importazioni di grano duro fino a dicembre 2026 e controlli più severi nei porti per tutelare la produzione nazionale.

“Chiediamo che già dai prossimi giorni siano bloccate le importazioni fino a dicembre 2026, visto l’approssimarsi della raccolta del grano duro, perché le scorte presenti nei magazzini dell’industria molitoria sono più che sufficienti”. Le parole di Gennaro Sicolo, vicepresidente nazionale e presidente pugliese di Cia Agricoltori Italiani, sintetizzano le motivazioni alla base del flashmob tenutosi questa mattina, il 15 gennaio 2025, al varco della Vittoria del porto di Bari. Centinaia di operatori del settore hanno partecipato all’evento, esprimendo la loro preoccupazione per le politiche di importazione attuali. Secondo Sicolo, “ulteriori importazioni prima della prossima raccolta e nei sei mesi successivi costituiscono un’azione predatoria nei confronti del grano duro italiano“.

Richieste di controlli più severi nei porti

Gli agricoltori presenti al flashmob hanno sollecitato una “svolta immediata nei controlli dei porti“. Hanno proposto l’implementazione di un sistema di verifiche strutturato, generalizzato e permanente per tutte le navi cariche di grano duro. Questa iniziativa dovrebbe coinvolgere in modo coordinato e contestuale i Carabinieri dei Nas, la Guardia di Finanza, la Sanità marittima e l’Osservatorio fitopatologico regionale. Le richieste sono state indirizzate ai ministri dell’Agricoltura e della Sanità, così come all’assessore regionale all’Agricoltura, affinché venga garantito che tutte le navi con carichi di grano duro siano controllate nei porti pugliesi e italiani.

Aumento delle importazioni e conseguenze per gli agricoltori

I rappresentanti degli agricoltori hanno denunciato che nel 2023 le importazioni di grano duro sono aumentate del 40% rispetto al 2022 e del 30% rispetto al 2021. Questo trend è proseguito nel 2024 e si prevede continui nel 2025 e nel 2026, con un incremento significativo proveniente da Paesi extra Ue. Tale meccanismo, secondo le loro affermazioni, genera un eccesso artificiale di offerta, che indebolisce il potere contrattuale degli agricoltori e favorisce dinamiche speculative sul mercato.

Situazione economica degli agricoltori e proposte legislative

Le stime dell’Ismea indicano che gli agricoltori si trovano costretti a vendere a prezzi inferiori ai costi di produzione. Con un costo medio di 1170 euro per ettaro, l’industria riconosce solo 500-600 euro per ettaro. La Confederazione Italiana Agricoltori (Cis) ha sottolineato l’urgenza di una nuova legge che istituisca la pasta “made in Italy” con il 100% di grano duro italiano proveniente da filiera certificata. È stata inoltre richiesta l’implementazione dell’obbligo di indicare i Paesi di origine del grano duro su ogni confezione di pasta, per garantire trasparenza e tutela per i produttori italiani.