Un gruppo di diciotto imprenditori, rappresentanti di altrettante importanti aziende agricole situate nel Delta del Po, ha formalizzato un appello per denunciare la grave crisi che sta colpendo i raccolti. Questo grido d’allerta, datato 2026, evidenzia la necessità di realizzare un progetto noto come “Mose del Po di Pila“, attualmente in fase di progettazione e analisi di fattibilità, con costi stimati tra i 25 e i 100 milioni di euro. Gli agricoltori sottolineano che è urgente anche una riorganizzazione della gestione dei prelievi d’acqua dal fiume Po, in particolare nelle regioni del Piemonte e della Lombardia.
Appello degli imprenditori agricoli
Alberto Protti, portavoce del gruppo di imprenditori agricoli del Delta, ha dichiarato: “Siamo consapevoli che il progetto del Mose del Po, finalizzato a contrastare l’ingresso del cuneo salino che attualmente avanza per 25 chilometri nel fiume, richiederà almeno dieci anni per essere completato. Tuttavia, esiste un’azione immediata che possiamo intraprendere: rispettare la direttiva europea che stabilisce una portata minima del Po di 450 metri cubi al secondo. Attualmente, siamo a metà di questa soglia”.
Cause della crisi idrica
Secondo Protti, la causa principale della situazione attuale è attribuibile a un uso non sostenibile delle risorse idriche del Po a monte, da parte delle aziende agricole piemontesi e lombarde. “Nelle regioni come Lombardia e Piemonte, esistono sistemi di irrigazione obsoleti che non possono più essere utilizzati: aprono i canali, allagano i terreni e poi li chiudono”, ha aggiunto. Protti ha anche richiesto un incontro urgente con il presidente del Veneto, Alberto Stefani.
Innovazioni nel sistema di irrigazione
“Nel nostro territorio, abbiamo sviluppato un sistema di irrigazione a bassissimo consumo idrico ed energetico, che consente di utilizzare una quantità minima d’acqua per l’irrigazione, mantenendo i costi energetici sia elettrici che di gasolio a livelli molto contenuti. Se riuscissimo a ridurre del 10% l’uso improprio dell’acqua a monte, potremmo garantire la salvaguardia dell’agricoltura e il rispetto della portata minima del Po, come richiesto dall’Unione Europea“.
