“L’agricoltura veneta si distingue per la sua resilienza e capacità di adattamento, rappresentando un pilastro fondamentale dell’economia regionale”. Queste le parole di Dario Bond, assessore regionale all’agricoltura, durante un incontro tenutosi a Fieragricola nel 2025. Nonostante i risultati positivi, Bond ha avvertito della necessità di affrontare le criticità nel settore dell’ortofrutta e della pesca, sottolineando l’urgenza di prendere decisioni straordinarie per salvaguardare un comparto in difficoltà.
Produzione agricola in veneto
Nel 2025, il valore della produzione lorda agricola in Veneto è stimato in 8,8 miliardi di euro, con un incremento del 7,1% rispetto all’anno precedente. Questo dato, sebbene incoraggiante, è accompagnato da una diminuzione del numero di imprese agricole, che ha registrato un calo del 2,2%, inferiore alla media nazionale, che si attesta al 3,6%. Tuttavia, il Veneto ha visto un aumento dell’occupazione agricola del 2,7%, in netta controtendenza rispetto al Nordest, dove gli occupati sono diminuiti dell’1,4%, e superiore al dato nazionale, che segna un +1,2%. Anche gli occupati indipendenti sono cresciuti significativamente, con un incremento del 14,2%, mentre a livello nazionale si è assistito a un calo dell’1,2%. Bond ha commentato che “questi numeri evidenziano come le aziende agricole venete stiano evolvendo, collaborando per ottenere economie di scala e accrescere la loro competitività“.
Bilancia commerciale agroalimentare
Tuttavia, la bilancia commerciale agroalimentare con l’estero ha mostrato un peggioramento nel 2025, con un deficit che supera i 350 milioni di euro. Le importazioni hanno raggiunto gli 8,1 miliardi di euro, con un incremento del 9,6%, mentre le esportazioni hanno raggiunto i 7,8 miliardi di euro, con una crescita più contenuta del 5,1%. Questa situazione è attribuibile all’aumento della domanda da parte dell’industria alimentare e del settore mangimistico, mentre le esportazioni non hanno registrato un aumento proporzionale.
Colture industriali e pesca
Per quanto riguarda le colture industriali, nel settore bieticolo si segnala un miglioramento delle rese del 18,6%, ma un drastico calo degli ettari investiti, che scendono del 39%. La situazione della pesca rimane particolarmente critica, con una continua diminuzione delle imprese, influenzate negativamente dagli effetti del granchio blu, dall’innalzamento delle temperature e dalle mucillagini. Le maggiori difficoltà si riscontrano nella raccolta delle vongole di mare. In risposta a queste problematiche, la Regione ha già stanziato risorse significative: 570.000 euro per la rivitalizzazione dei fondali dei molluschi bivalvi, 30.000 euro per un progetto specifico sul granchio blu, oltre a 1,5 milioni di euro provenienti dal Feampa e un progetto triennale di gestione dei molluschi in Adriatico, con un finanziamento di 300.000 euro annui fino al 2026.
