Agricoltura: la Toscana rafforza l’accordo per combattere caporalato e sfruttamento

La Regione Toscana rinnova il protocollo contro il caporalato e lo sfruttamento lavorativo in agricoltura per il 2026, promuovendo legalità, salute e sicurezza nel settore.

La Regione Toscana ha ufficializzato il rinnovo del “Protocollo contro il caporalato e lo sfruttamento lavorativo in agricoltura” per il 2026. Questo accordo, siglato per la prima volta dieci anni fa, rappresenta un’iniziativa fondamentale per promuovere la legalità, la salute e la sicurezza sul lavoro nel settore agricolo. L’atto è stato reso noto il 12 gennaio 2025 e coinvolge un’ampia gamma di enti pubblici e rappresentanti delle parti sociali.

Obiettivi del protocollo

Il protocollo prevede una serie di azioni coordinate tra i vari firmatari, ognuno con competenze specifiche, per affrontare e combattere il fenomeno del caporalato e lo sfruttamento lavorativo. Tra le misure principali figurano l’attivazione di interventi coordinati tra gli organismi pubblici di controllo e quelli paritetici di prevenzione. Questi interventi si concentrano sulla promozione di azioni concrete volte a garantire condizioni di legalità, salute e sicurezza nei luoghi di lavoro agricoli.

In particolare, il protocollo prevede l’individuazione e la diffusione di pratiche che incentivano le imprese operanti in conformità con le normative vigenti. Inoltre, è prevista l’implementazione di meccanismi di condizionalità per l’accesso ai fondi europei, così come la tutela dei diritti contrattuali dei lavoratori e l’osservanza delle normative in materia di salute e sicurezza. Questo approccio multidimensionale mira a creare un ambiente di lavoro più giusto e sicuro per tutti gli operatori del settore.

Formazione e supporto ai lavoratori

Un aspetto cruciale del protocollo è rappresentato dalle iniziative di formazione e informazione destinate sia ai datori di lavoro che ai lavoratori. Questi programmi si propongono di sensibilizzare le parti coinvolte sulle normative in vigore e sulle migliori pratiche da adottare per garantire un lavoro regolare e sicuro. Inoltre, viene rafforzato il ruolo dei Centri per l’Impiego, che si occupano di facilitare l’incrocio tra domanda e offerta di lavoro regolare, contribuendo così a una maggiore trasparenza nel mercato del lavoro agricolo.

La proposta di rinnovo del protocollo è stata avanzata in giunta dagli assessori Leonardo Marras, Monia Monni e Alberto Lenzi, i quali ricoprono rispettivamente i ruoli di responsabili per l’agricoltura, la sanità e il sociale, e il lavoro. Gli assessori hanno sottolineato l’importanza del lavoro di squadra nel contrastare e prevenire i fenomeni di sfruttamento della manodopera illegale in agricoltura, evidenziando come il protocollo rappresenti un impegno costante della Regione Toscana, frutto di un confronto continuo con tutti i firmatari coinvolti.

Questo rinnovato impegno della Toscana nel combattere il caporalato e lo sfruttamento lavorativo si inserisce in un contesto più ampio di lotta per i diritti dei lavoratori e per il miglioramento delle condizioni di lavoro nel settore agricolo, un tema di grande attualità e rilevanza sociale.