Il rafforzamento dei controlli sull’olio di oliva è un passo positivo, ma per affrontare in modo efficace frodi e irregolarità è fondamentale rivedere anche il sistema di sanzioni. Questa è la richiesta avanzata dall’Associazione Italiana Frantoiani Oleari (AIFO) in seguito ai dati presentati dal Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida. L’associazione ha esortato il Ministero e il Parlamento a considerare la proposta normativa già elaborata da AIFO, finalizzata a modificare il Decreto Legislativo del 23 maggio 2016, n. 103.
Necessità di aggiornamento normativo
L’attuale normativa nazionale, per alcuni aspetti, si basa ancora sulla Legge n. 1407 del 1960, che non risulta più adeguata alle moderne classificazioni e regole europee in materia di oli. La proposta di AIFO intende introdurre definizioni merceologiche che siano pienamente allineate con le normative dell’Unione Europea. Tra le misure suggerite vi è il divieto di commercializzare oli che non soddisfano i requisiti di prodotto e di processo previsti per la categoria dichiarata. Inoltre, si intende rafforzare la tracciabilità attraverso una corretta indicazione delle denominazioni nei documenti commerciali.
Proposte per una maggiore tutela
AIFO ha anche proposto l’implementazione di regole più chiare riguardanti la classificazione degli oli vergini, oltre a sanzioni più severe per la commercializzazione di oli non commestibili. Un’altra misura importante è il divieto di detenere impianti di esterificazione negli stabilimenti in cui vengono prodotti o conservati oli destinati all’alimentazione. Queste proposte mirano a garantire una maggiore protezione per i consumatori e a tutelare le imprese che operano nel rispetto delle normative.
Commento del presidente di AIFO
Alberto Amoroso, presidente di AIFO, ha sottolineato l’importanza del rafforzamento dei controlli, definendolo una scelta necessaria. Ha riconosciuto il lavoro svolto dall’Ispettorato Centrale della Tutela della Qualità e Repressione Frodi (ICQRF) e da tutte le autorità coinvolte nella salvaguardia del settore. Tuttavia, Amoroso ha avvertito che la politica della tolleranza zero deve essere accompagnata da normative chiare, aggiornate e applicabili senza ambiguità. Non può essere accettabile che comportamenti dannosi per i consumatori e per le imprese oneste possano trarre vantaggio da lacune normative o da regolamenti risalenti a oltre sessant’anni fa.
