Al ristorante debutta la ‘Carta degli oli extravergine d’oliva a Indicazione Geografica’

Arriva la Carta degli oli extravergine d’oliva a Indicazione Geografica per promuovere la qualità e tutelare il patrimonio olivicolo italiano, contrastando pratiche sleali nel settore.

Arriva nei ristoranti italiani la prima “Carta degli oli extravergine d’oliva a Indicazione Geografica“, un’iniziativa volta a promuovere e tutelare uno dei prodotti emblematici della tradizione culinaria italiana e della Dieta Mediterranea. Questa novità è stata presentata il 2 aprile 2025, in occasione della Giornata del Made in Italy, da Coldiretti e Unaprol, in collaborazione con la Federazione Nazionale Consorzi Igp Dop Olio, all’interno del ristorante di Campagna Amica durante il Vinitaly, la fiera dedicata al mondo del vino e dell’enogastronomia.

La Carta rappresenta una selezione di oli extravergine di oliva di alta qualità, tutti a Indicazione Geografica, comprendente 8 Igp e 42 Dop provenienti da diverse regioni italiane. Ogni prodotto è accompagnato da una descrizione delle sue caratteristiche uniche e da suggerimenti per abbinamenti gastronomici. Secondo quanto dichiarato da Coldiretti e Unaprol, questo strumento consentirà ai ristoratori di valorizzare il forte legame tra il prodotto e il territorio, trasformando la qualità certificata in un elemento fondamentale dell’offerta enogastronomica.

La nuova federazione dei consorzi

La presentazione della Carta segna anche il lancio della nuova Federazione dei Consorzi, creata da Unaprol e Coldiretti. Questa federazione ha come obiettivo quello di valorizzare una rete che comprende oltre 22.000 produttori e 2.000 frantoi, custodi di ben 167.000 ettari di oliveti, che rappresentano il 15% del patrimonio olivicolo nazionale. La Federazione si prefigge di delineare politiche strategiche per il settore, ponendo particolare attenzione alla tracciabilità digitale. Questo comporta l’evoluzione del tradizionale bollino di Stato in uno strumento che garantisca la trasparenza totale riguardo a lotti e aziende agricole fornitrici.

Contrastare le pratiche sleali

Un altro aspetto cruciale dell’iniziativa è il contrasto alle pratiche sleali e alle vendite sottocosto nel settore della grande distribuzione organizzata (Gdo), fenomeni che minacciano la sostenibilità del lavoro dei produttori. In questo contesto, si sottolinea l’importanza di difendere le identità locali contro le importazioni extra-Ue a basso valore aggiunto. Per raggiungere questo obiettivo, è previsto un rafforzamento dell’analisi sensoriale e dei sistemi di anticontraffazione. Fabrizio Filippi, presidente della Federazione, ha dichiarato: “Abbiamo scelto di fare squadra per proteggere i nostri territori. La maggiore resilienza dei prezzi dei prodotti certificati dimostra che la qualità non è solo una scelta etica, ma l’unica strategia vincente per garantire la sostenibilità economica delle nostre imprese e il diritto dei consumatori a una scelta consapevole”.