Il celebre cocktail Hugo, secondo il rinomato Guardian, si prepara a diventare il drink dell’estate 2026 nel Regno Unito, superando il ben noto Aperol Spritz. Nonostante la sua recente ascesa internazionale, l’Hugo è un aperitivo ben radicato nella tradizione italiana, in particolare nelle regioni del Triveneto. La sua storia, che risale a poco più di vent’anni fa, merita di essere esplorata, insieme alla ricetta e agli accostamenti gastronomici ideali.
Le origini dell’hugo
L’Hugo è stato creato nel giugno del 2005 da Roland Gruber, conosciuto come AK, un bartender dell’Alto Adige che ha dato vita a questo cocktail nel suo wine and cocktail bar San Zeno, situato a Naturno, in Val Venosta. Gruber, dopo aver accumulato esperienze in vari bar di Germania e Svizzera, cercava una bevanda alternativa più leggera rispetto al classico Spritz, già molto popolare nella sua regione. “Ho provato diverse combinazioni di succhi e sciroppi, fino a quando non ho trovato uno sciroppo di melissa da un agricoltore biologico locale. Ho mescolato questo sciroppo con prosecco, soda, menta fresca e una fetta di limone, ed ecco che il cocktail era pronto”, ha raccontato Gruber in un’intervista. In breve tempo, l’Hugo ha conquistato la clientela locale.
Tuttavia, il suo sviluppo ha incontrato alcune difficoltà: lo sciroppo di melissa era difficile da reperire e la produzione dell’agricoltore non riusciva a soddisfare la crescente domanda. La svolta è avvenuta con il lancio del St-Germain, un liquore di fiori di sambuco prodotto negli Stati Uniti, che si è rivelato un ottimo sostituto. Così, la ricetta ha trovato una nuova vita, diffondendosi rapidamente in Alto Adige, Tirolo e nell’intera area alpina. L’aroma fresco e floreale, unito alla bassa gradazione alcolica di circa 8% vol., ha reso l’Hugo un aperitivo perfetto per l’estate, in un periodo in cui cresceva la richiesta di drink più leggeri.
Diffusione dell’hugo in europa
Negli anni 2010, l’Hugo ha oltrepassato i confini regionali, espandendosi prima in Germania e Austria, poi nel resto d’Europa. Oggi è molto apprezzato anche in Francia, grazie a una campagna di marketing del gruppo Bacardi, che ha acquisito il St-Germain nel 2013. Recentemente, come riportato dal Guardian, l’Hugo ha iniziato a farsi strada anche tra i consumatori britannici, dove le versioni pronte da bere stanno guadagnando popolarità nei supermercati.
Roland Gruber, nonostante il successo del suo bar, ha deciso di chiudere il locale per tornare in Svizzera, dove ha incontrato la sua attuale compagna. Oggi gestisce Spinas, una locanda di charme in Val Bever, Alta Engadina, un luogo ideale per chi cerca un rifugio nella tranquillità delle montagne, senza rinunciare al piacere di gustare un Hugo, che è diventato il drink della casa.
Il nome e la ricetta dell’hugo
Inizialmente, Roland Gruber pensava di chiamare il suo drink Otto, ma dopo aver riflettuto, ha ritenuto che non fosse adatto. Attraverso un brainstorming con i clienti del bar San Zeno, è emerso il nome definitivo: Hugo.
Nonostante la sua crescente popolarità, l’Hugo non è ancora inserito tra i cocktail ufficiali dell’International Bartenders Association (IBA) e nemmeno tra le varianti dello Spritz. La ricetta attuale è la seguente:
Tecnica: Build
Ingredienti:
- 40 ml St-Germain
- 60 ml prosecco
- 60 ml soda
- 8-10 foglie di menta fresca
Garnish: fettina di lime, rametto di menta
Preparazione: Riempire un bicchiere di cubetti di ghiaccio, aggiungere le foglie di menta, versare il prosecco e la soda, poi unire il liquore di fiori di sambuco e mescolare delicatamente.
Abbinamenti gastronomici con l’hugo
L’Hugo si sposa bene con cibi che esaltano le sue note floreali e la freschezza della menta. Tra i migliori abbinamenti troviamo:
- Salumi delicati come prosciutto crudo, speck e mortadella, la cui sapidità si armonizza perfettamente con la dolcezza del sambuco.
- Formaggi freschi come mozzarella, crescenza, caprino e robiola, la cui morbidezza non sovrasta il cocktail, ma ne esalta le caratteristiche aromatiche.
- Pane nero o di segale accompagnato da formaggi morbidi, un abbinamento tradizionale dell’Alto Adige.
- Finger food di pesce, ideali per l’aperitivo, come spiedini di gamberi e pancetta con maionese al curry o insalata di riso con gamberi, melone e rucola, oltre a crudi delicati.
Questi accostamenti rendono l’Hugo un aperitivo versatile, perfetto per l’estate e per ogni occasione conviviale.
