Alla scoperta di Three Dots and a Dash: origini e ricetta tra Tiki e alfabeto Morse

Il cocktail Three Dots and a Dash: storia, ingredienti e riscoperta del drink Tiki simbolo di vittoria, creato da Don the Beachcomber durante la Seconda guerra mondiale.

Bar & wine – Tra le novità dell’ultima lista ufficiale dei cocktail IBA (International Bartenders Association), emergono diversi drink Tiki, segno del rinnovato interesse per questo stile di miscelazione d’ispirazione caraibica, nato negli Stati Uniti negli anni ’30, subito dopo la fine del Proibizionismo. Tra questi, spicca il Three Dots and a Dash, che si distingue per la sua storia significativa e per la sua elevata gradazione alcolica, frutto dell’unione di due varietà di rum, Falernum, liquore giamaicano Allspice Saint Elizabeth, agrumi e miele.

Origine e significato del nome

Il Three Dots and a Dash è stato ideato dal celebre Don the Beachcomber, noto anche come Donn Beach, riconosciuto come il pioniere della miscelazione Tiki. Questo cocktail è stato creato durante la Seconda guerra mondiale, un evento al quale il drink si ricollega direttamente. Il nome, che si traduce in “tre punti e un trattino”, rappresenta la lettera “V” nell’alfabeto Morse, simbolo di “vittoria”, richiamando il gesto iconico di Winston Churchill, che mostrava le dita a V come segno di trionfo contro il nemico.

Donn Beach ha prestato servizio come tenente colonnello dell’Aeronautica militare statunitense dal 1942 al 1945 e, dopo essere stato ferito, ha lavorato come organizzatore di campi di riposo e intrattenimento per i soldati in Europa. Gli elementi che compongono il nome del cocktail sono rappresentati visivamente dalla decorazione, che include tre ciliegie (i tre punti) e un pezzo di ananas tagliato a forma rettangolare (il trattino).

Riscoperta del cocktail

Contrariamente allo Zombie, la creazione più celebre di Donn Beach e simbolo indiscusso della miscelazione Tiki, il Three Dots and a Dash è stato quasi dimenticato nei decenni successivi, specialmente dalla seconda metà degli anni ’60, periodo in cui la “Tiki mania” negli Stati Uniti ha iniziato a svanire. La sua rinascita è avvenuta nel 2007, grazie a Jeff “Beachbum” Berry, considerato il massimo esperto di Tiki a livello globale, che ha pubblicato la ricetta nel suo libro “Sippin’ Safari”, contribuendo così alla riscoperta di questo cocktail.

Nel 2013, il noto bartender Paul McGee ha aperto un locale a Chicago, nel quartiere River North, intitolato proprio Three Dots and a Dash, oggi riconosciuto come uno dei Tiki Bar più importanti al mondo. Nel 2014, il bar ha raggiunto il tredicesimo posto nella classifica dei World’s 50 Best Bars, evidenziando il crescente interesse per questa tipologia di miscelazione.

Ricetta ufficiale IBA del Three Dots and a Dash

In linea con la filosofia di miscelazione di Donn Beach, il Three Dots and a Dash si caratterizza per una combinazione di ingredienti acidi e dolci, insieme all’utilizzo di diverse varietà di rum. Questo cocktail è un sour agrumato e speziato, con un’alta gradazione alcolica. L’IBA lo ha incluso nella sua lista ufficiale durante l’ultima revisione, avvenuta all’inizio del 2024.

Tecnica: Blend

Bicchiere: calice

Ingredienti:
45 ml rum agricolo della Martinica
15 ml rum blended invecchiato
7,5 ml Falernum
7,5 ml Allspice Saint Elizabeth
15 ml succo di lime fresco
15 ml succo di arancia fresco
15 ml sciroppo di miele
2 dash Angostura

Garnish: 3 ciliegine e un pezzo di ananas infilzati su uno spiedino.

Preparazione: inserire tutti gli ingredienti in un frullatore con 350 g di ghiaccio e mescolare brevemente.

Varianti del cocktail

Oltre alla ricetta ufficiale, l’IBA suggerisce alcune varianti per creare interpretazioni originali di questo cocktail. Tra le opzioni più interessanti, si può sostituire il succo d’arancia con spremute di agrumi “esotici” come il calamansi o il kumquat. Si può anche utilizzare un rum di Madeira o di Capoverde come il Vulcao Grogue, oppure una buona Cachaça. In alternativa, è possibile sostituire l’Angostura Bitter con un bitter al cacao, o il Falernum con uno sciroppo di Sandalo.

Il Three Dots and a Dash nel cinema

Nonostante la limitata notorietà del Three Dots and a Dash nella seconda metà del Novecento, il cocktail non ha trovato spazio in opere letterarie o film celebri. Una pellicola britannica del 2017, diretta da Kiran Valipa Venkat, porta lo stesso nome, ma non è ispirata al drink. La crime comedy racconta le avventure di quattro immigrati a Londra che, dopo aver perso i loro lavori a causa della recessione, si uniscono a una banda di truffatori, riscattandosi nel finale. Sebbene non sia un capolavoro cinematografico, il titolo fa riferimento al codice Morse, simboleggiando il percorso di crescita dei protagonisti, che affrontano difficoltà ma alla fine ottengono una sorta di vittoria morale.