Alleanza tra Italia, Grecia e Spagna per promuovere le olive da tavola

La Federazione Europea dell’Industria dell’Olio d’Oliva si propone di valorizzare il settore e tutelarlo a Bruxelles, rispondendo alla crescente domanda di olive da tavola.

Fare squadra a Bruxelles per valorizzare un settore in espansione, ma spesso trascurato dalle istituzioni europee. È con questo intento che è stata fondata l’EFOI, la Federazione Europea dell’Industria dell’Olio d’Oliva, promossa da Assom, Pemete e Asemesa. L’organizzazione, che avrà la sua sede a Roma, sarà guidata dallo spagnolo Francisco Torrent Cruz, attuale presidente di Asemesa. L’inaugurazione ufficiale della federazione si è svolta il 10 gennaio 2025 presso il Palazzo della Valle, sede di Confagricoltura.

Il settore delle olive da tavola in crescita

I dati rilasciati in occasione della fondazione dell’EFOI evidenziano come le olive da tavola, grazie alla crescente popolarità della Dieta Mediterranea e alle tendenze salutistiche, abbiano conquistato i palati di consumatori in circa 100 Paesi. Negli ultimi cinque anni, la produzione di olive in Europa ha registrato un incremento del 7%, in linea con un aumento globale dell’8%. Per la campagna 2024-25, l’Unione Europea ha prodotto circa 858mila tonnellate di olive da tavola, mentre il mercato internazionale gestisce oltre 3 milioni di tonnellate ogni anno. Inoltre, secondo gli ultimi dati del Consiglio Oleicolo Internazionale, il consumo di olive da tavola in Europa si attesta a quasi 600mila tonnellate.

Strategie per la tutela del settore

I principali acquirenti delle olive da tavola provengono principalmente dai Paesi produttori, ma si registrano anche mercati lontani dalla tradizione mediterranea, come Stati Uniti, Brasile e Canada. Per raggiungere gli obiettivi stabiliti con la creazione dell’EFOI, è prevista l’istituzione di una rappresentanza a Bruxelles, incaricata di tutelare il settore delle olive da mensa su vari fronti. Tra questi, gli accordi internazionali, come i dazi imposti dagli Stati Uniti e il Mercosur, che non garantiscono una reale reciprocità negli standard e nelle tecniche di produzione a cui sono soggetti gli agricoltori e le industrie dell’Unione Europea.

Con l’EFOI, l’industria dell’olio d’oliva cerca di ottenere maggiore visibilità e ascolto da parte delle istituzioni europee, in un momento in cui il mercato richiede attenzione e strategie adeguate per sostenere una crescita sostenibile e inclusiva.