Aretè: il prezzo del cacao scende ai minimi da due anni e mezzo, riso nazionale sotto pressione delle importazioni extra e UE

Le fluttuazioni dei prezzi del cacao e del riso nel 2025 influenzano le politiche agricole e le decisioni dei produttori, con misure governative in risposta alla crisi del settore.

I mercati delle materie prime agroalimentari nel 2025 mostrano dinamiche complesse, con il cacao e il riso che rappresentano i settori maggiormente colpiti da fluttuazioni significative. Le recenti analisi evidenziano una pressione crescente sui prezzi, che sta influenzando le politiche agricole e le decisioni dei produttori.

Andamento del mercato del cacao

Dall’inizio del 2026, i prezzi della fava di cacao sul mercato finanziario ICE Europe hanno subito un drastico calo del 41%. Questo trend negativo, già in atto nel 2025 con una diminuzione del 72%, ha portato i valori ai minimi storici degli ultimi due anni e mezzo. Le proiezioni per la campagna 2025/26 indicano un surplus globale senza precedenti, con livelli record di invenduto. Secondo le stime fornite da Areté, la produzione di cacao potrebbe aumentare del 4%, mentre i consumi cresceranno solo dell’1%. Questo scenario genera un’eccedenza di oltre 200.000 tonnellate e un incremento delle scorte del 18%. Marex Group prevede addirittura un surplus storico che potrebbe toccare le 400.000 tonnellate.

Questo contesto ha indotto il governo ghanese a prendere misure immediate dopo una riunione straordinaria del Cabinet dell’11 febbraio 2026. Tra le decisioni più rilevanti vi è la revisione al ribasso del prezzo pagato ai coltivatori da parte del Ghana Cocoa Board (COCOBOD). Il prezzo di conferimento è sceso da 58.000 GHS/t a 41.392 GHS/t, con una contrazione del 29% rispetto al prezzo attuale e del 17% rispetto alla campagna precedente. Per la prossima annata, si prevede l’implementazione di un meccanismo automatico di aggiornamento del prezzo per i produttori, collegato all’andamento del mercato internazionale e al tasso di cambio. Il governo sta anche studiando un nuovo modello di finanziamento tramite obbligazioni domestiche, i Cocoa Bonds, per garantire liquidità e ridurre la dipendenza dai finanziamenti esterni. Infine, il governo punta a rafforzare la trasformazione interna del cacao, con l’obiettivo di lavorare localmente almeno il 50% della produzione nazionale, aumentando il valore aggiunto e promuovendo lo <strongsviluppo industriale.

Fluttuazioni nel mercato del riso

Nel mercato nazionale del riso, i dati di gennaio 2025 mostrano una diminuzione dei prezzi su tutte le principali varietà. A Milano, l’Arborio ha registrato un calo del 2,9%, il Carnaroli del 4,8%, il Lungo B del 2,8% e l’Originario dell’1,3%. Questi ribassi sono continuati nelle prime settimane di febbraio, influenzati da una maggiore disponibilità di prodotto e da un aumento delle importazioni extra-UE. Al 13 febbraio, si segnala un incremento del 973% per il Tondo, del 146% per il Lungo A e Medio, e dell’11% per il Lungo B rispetto alla campagna precedente. A ciò si aggiunge una domanda di risone in calo, con una riduzione dell’8% nel totale trasferito al 10 febbraio rispetto all’annata precedente, in particolare per la varietà Lungo B.

L’Ente Risi ha pubblicato i risultati del primo sondaggio sulle semine per la campagna 2026/27, evidenziando una contrazione complessiva delle aree destinate alla coltivazione dello 0,29%. Nonostante le superfici totali rimangano sostanzialmente stabili, le variazioni per tipologia riso sono significative. Le aree dedicate al Lungo A e Medio sono previste in calo del 10%, mentre si prevedono recuperi per Arborio e Carnaroli, e riduzioni per Loto, Baldo e Roma. Le superfici per il Lungo B, particolarmente vulnerabile alle importazioni asiatiche, potrebbero diminuire di quasi il 18%, raggiungendo i minimi storici da dieci campagne. Tuttavia, tali contrazioni sono quasi compensate dalle semine di Tondo, che si prevede cresceranno del 36%, sostenute da prezzi favorevoli.