Assobirra: in Italia il consumo di birra supera i 21 milioni di ettolitri

Il settore birrario italiano mostra resilienza e innovazione, nonostante le sfide economiche, con oltre 112.000 posti di lavoro e consumi stabili, ma in calo rispetto al 2024.

Il settore della birra in Italia dimostra ancora una volta la propria resilienza, rivelandosi capace di adattarsi e innovare nonostante un contesto economico complesso. Questo è emerso durante l’incontro “Birra, un ecosistema per la crescita”, organizzato da Assobirra a Roma il 15 marzo 2025. L’evento ha riunito rappresentanti delle aziende, della filiera e delle istituzioni, creando un’importante occasione di confronto per discutere le sfide e le opportunità del comparto.

Il quadro del comparto birrario italiano

Durante l’incontro, è stato presentato un aggiornamento sullo stato del settore birrario, evidenziando come esso continui a sostenere oltre 112.000 posti di lavoro lungo tutta la catena del valore. Il valore generato dal comparto supera i 10 miliardi di euro, un dato che sottolinea l’importanza economica di questa industria. Nonostante le difficoltà legate alla diminuzione del potere d’acquisto delle famiglie e a dinamiche demografiche sfavorevoli, il settore ha mostrato segnali di tenuta.

La presentazione dell’Annual Report 2025, redatto da Ref Ricerche per Assobirra, ha messo in luce che i consumi di birra in Italia si sono mantenuti sopra i 21,2 milioni di ettolitri. Questo dato, sebbene rappresenti una diminuzione del 2,5% rispetto al 2024, indica una sostanziale stabilità rispetto ai livelli pre-pandemici. Tuttavia, il mercato sta vivendo una fase di rallentamento, caratterizzata da un progressivo invecchiamento della popolazione e da un cambiamento nelle abitudini di consumo.

Tendenze e dinamiche di mercato

Nel contesto attuale, emergono tendenze significative che influenzano il mercato della birra. La ripresa dei consumi nel settore della ristorazione e dei locali, che aveva mostrato un’accelerazione nel biennio 2022-2023, ha subito una frenata, con un calo del 5,2% rispetto al 2024. Inoltre, la produzione nazionale sta perdendo terreno rispetto ai produttori esteri, con una diminuzione del 2,5% rispetto all’anno precedente. Queste dinamiche pongono interrogativi sulla competitività del settore, richiedendo un’attenzione particolare per affrontare le sfide future.

Un aspetto positivo è rappresentato dalla crescente popolarità delle birre analcoliche. Tra il 2024 e il 2025, la quota di mercato delle birre low e no alcol è quasi raddoppiata, passando dal 2,1% al 3,9%, con una crescita che supera l’85%. Questo trend riflette un cambiamento nei gusti dei consumatori, sempre più orientati verso scelte più salutari.

I dati di produzione e scambi

Dal punto di vista produttivo, i dati forniti da Assobirra indicano che nel 2025 la produzione di birra in Italia ha raggiunto i 16,8 milioni di ettolitri, registrando un calo del 2,5% rispetto all’anno precedente. I consumi, invece, si sono attestati a 21,2 milioni di ettolitri, in linea con i dati precedenti.

Per quanto riguarda il commercio estero, le importazioni si sono fissate a 7,5 milioni di ettolitri, con una diminuzione del 3,8%, mentre le esportazioni hanno raggiunto 3,1 milioni di ettolitri, segnando un calo del 6,0%. Questi dati evidenziano la necessità di strategie più efficaci per promuovere il prodotto italiano sui mercati internazionali e per rispondere alle sfide di un mercato in evoluzione.