AssoBirra ha recentemente presentato a Roma il suo Annual Report 2025 durante l’evento intitolato “Birra, un ecosistema per la crescita“. Questo incontro ha riunito rappresentanti del settore, aziende e istituzioni, con l’obiettivo di fornire un’analisi aggiornata del comparto birrario italiano. La filiera della birra si conferma cruciale per l’economia nazionale, sostenendo oltre 112.000 posti di lavoro e generando più di 10 miliardi di euro in valore condiviso. Il report mette in evidenza tre aree principali: la stabilità dei consumi, attorno ai 21 milioni di ettolitri, l’evoluzione delle dinamiche di mercato e la crescente popolarità delle birre a basso e nullo contenuto alcolico.
Contesto attuale del mercato
Il contesto attuale presenta sfide significative, con consumi familiari ancora in fase di recupero, una pressione crescente sul potere d’acquisto e cambiamenti nei modelli demografici e negli stili di vita. Nonostante ciò, il comparto riesce a mantenere la sua capacità di adattamento, offrendo consumi accessibili sia a casa che nei locali. Nel 2025, i consumi si sono stabilizzati oltre i 21 milioni di ettolitri, subendo un calo del 2,5% rispetto al 2024, ma mantenendo una sostanziale tenuta rispetto ai livelli pre-pandemici.
Indicatori di cambiamento nel mercato
Tuttavia, alcuni indicatori suggeriscono un cambiamento più significativo nel mercato. Si osserva una stagnazione nella ripresa dei consumi al di fuori delle mura domestiche, con una flessione del 5,2% rispetto al 2024. Inoltre, la produzione nazionale sta perdendo terreno rispetto alla concorrenza estera, registrando un calo del 2,5%. In controtendenza, il segmento analcolico ha visto una crescita notevole, raddoppiando la sua quota dal 2,1% al 3,9%, con un incremento superiore all’85%.
Analisi della produzione e dei consumi
Un’analisi più approfondita è stata condotta da REF Ricerche per AssoBirra, evidenziando come la domanda complessiva si mantenga vicina ai livelli pre-pandemia, mentre la produzione nazionale affronta un contesto competitivo sempre più complesso a causa degli scambi internazionali. Nel dettaglio, la produzione è stata di 16,8 milioni di ettolitri, in calo del 2,5%, con consumi pari a 21,2 milioni, anch’essi in diminuzione del 2,5% rispetto ai 21,7 milioni del 2024. L’importazione ha raggiunto i 7,5 milioni di ettolitri (-3,8%) e l’export è stato di 3,1 milioni (-6,0%), mentre il consumo pro capite è sceso a 35,9 litri, dai 36,8 del 2024.
Resilienza del settore birrario
Federico Sannella, Presidente di AssoBirra, ha sottolineato la fase di resilienza del settore, affermando: “I dati dimostrano che il comparto birrario italiano sta attraversando un periodo di resilienza, sebbene affronti ostacoli all’interno di un contesto economico complesso, caratterizzato da stagnazione dei consumi e cambiamenti nei comportamenti delle famiglie“.
Strategia per il futuro del comparto
L’Associazione ha evidenziato l’importanza di una strategia condivisa per affrontare le sfide future, che comprendono questioni fiscali, il quadro normativo, il rilancio del canale Horeca, la valorizzazione della produzione nazionale e il supporto agli investimenti in innovazione e sostenibilità. Sannella ha aggiunto: “Per continuare a crescere, è necessario un salto di qualità collettivo: costruire un sistema coeso, rafforzare la filiera, sostenere il rilancio dell’Horeca e promuovere investimenti in innovazione e sostenibilità, creando un contesto favorevole alla competitività delle imprese“.
Tavola rotonda con i rappresentanti istituzionali
Le stesse tematiche sono state al centro di una tavola rotonda con i rappresentanti istituzionali, aperta dai saluti di Federico Eichberg, Capo di Gabinetto del Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Sannella ha concluso affermando: “Il settore birrario può fungere da laboratorio virtuoso, capace di unire crescita industriale, sviluppo territoriale e responsabilità sociale“.
