Il presidente di Assoenologi, Riccardo Cotarella, ha lanciato un forte appello per il settore vitivinicolo italiano durante il convegno intitolato “Ripensare il vino: strumenti e strategie per crescere in un mercato che cambia”. L’evento, svoltosi il 15 gennaio 2025 presso la scuola di formazione Intrecci, ha visto la partecipazione di produttori, esperti di marketing e giornalisti, ed è stato organizzato in collaborazione con Pier Paolo Chiasso. L’incontro ha rappresentato un’importante occasione di confronto per discutere le sfide attuali del settore a livello nazionale e internazionale, in un contesto di cambiamenti significativi.
Masochismo enologico e sfide del settore
Cotarella ha descritto il “masochismo enologico” come un problema che affligge l’intero settore vitivinicolo. Ha sottolineato come l’industria sia sotto attacco da più fronti, spesso in modo ingiustificato e non veritiero. Ha fatto riferimento alle campagne che mettono in discussione il consumo di vino, evidenziando che, secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità, un consumo moderato non comporta danni per la salute.
Rischi di autodistruzione del settore
Il presidente di Assoenologi ha messo in guardia anche sui rischi di un’autodistruzione del settore, attribuendo parte della responsabilità all’inattivismo degli operatori. “Non siamo stati capaci di spiegare al mondo cosa rappresenta realmente il vino“, ha affermato Cotarella, sottolineando la necessità di adottare “decisioni ferme” per evitare che il comparto continui a soffrire.
Rapporto con le nuove generazioni
Un tema cruciale emerso durante il convegno riguarda il rapporto con le nuove generazioni. Cotarella ha evidenziato che il distacco dei giovani dal vino è anche una responsabilità del settore, che non è riuscito a trasmettere il valore culturale e tradizionale di questa bevanda. Per lui, il vino è molto più di una semplice bevanda: rappresenta cultura, tradizione e un modo di vivere che accompagna i momenti più belli della vita.
Valore strategico del vino per l’Italia
Infine, Cotarella ha richiamato l’attenzione sul valore strategico del vino per l’Italia, sottolineando che il Paese non dispone di risorse come petrolio o pietre preziose, ma possiede un dono della natura rappresentato dal vino. Ha concluso il suo intervento esortando tutti a proteggere e valorizzare questo patrimonio unico.
