Aumento della povertà e insicurezza, ma ogni anno si sprecano 67 kg di cibo a persona

L’Osservatorio Cursa analizza l’insicurezza alimentare in Italia, evidenziando lo spreco di cibo e la crescente povertà, con particolare attenzione alla situazione nella Città Metropolitana di Roma.

In Italia, nel 2025, il problema dello spreco alimentare continua a rappresentare una sfida significativa. Ogni anno, si registrano circa 67 chilogrammi di cibo sprecato per persona, mentre il numero di individui costretti a saltare i pasti o a rinunciare alla qualità degli alimenti è in costante aumento. La dipendenza da sistemi di aiuto alimentare, sempre più sotto pressione, evidenzia un fenomeno di povertà e insicurezza alimentare che sta assumendo dimensioni preoccupanti, con importanti ripercussioni sociali, economiche, sanitarie e ambientali. Questi aspetti sono stati analizzati nel primo volume dell’OIPA, l’Osservatorio CursaConsorzio Universitario per la Ricerca Socioeconomica e per l’Ambiente – dedicato all’Insicurezza e alla Povertà Alimentare. L’opera è stata presentata il 15 marzo 2025 a Roma, con la partecipazione di Maurizio Martina, direttore generale aggiunto della FAO.

Obiettivi dell’osservatorio

Il volume ha l’intento di fornire un’analisi approfondita dell’insicurezza alimentare, integrando dati statistici, analisi territoriali e riflessioni sul diritto al cibo. È fondamentale considerare i vari fattori che influenzano la disponibilità, l’accessibilità e la qualità degli alimenti nei diversi contesti locali. L’analisi si basa su un approccio multidisciplinare, che cerca di coniugare le evidenze empiriche con le riflessioni teoriche, al fine di delineare un quadro complessivo della situazione alimentare nel Paese.

Situazione nella città metropolitana di Roma

Una parte significativa del volume si concentra sulla Città Metropolitana di Roma Capitale, evidenziando una realtà allarmante: circa un terzo della popolazione vive in aree definite ‘deserti alimentari‘, caratterizzate dalla mancanza di punti vendita accessibili. Inoltre, il 35% degli abitanti si trova in ‘deserti solidali‘, zone prive di reti di supporto strutturate. Solo l’1,2% della popolazione è in grado di garantire la propria autosufficienza alimentare. Le periferie urbane risultano essere le più vulnerabili, presentando minori opportunità di scelta alimentare, scarso accesso ai servizi pubblici e una vulnerabilità strutturale accentuata.

Autori e contributi

L’opera è curata da Davide Marino, Professore di Economia e Politica Agroalimentare all’Università del Molise e Direttore scientifico dell’Osservatorio, in collaborazione con Daniela Bernaschi, ricercatrice in disuguaglianze sociali e sistemi alimentari inclusivi all’Università di Firenze, e Francesca Benedetta Felici, dottoranda in Geografia Umana all’Università La Sapienza. Questi esperti hanno unito le loro competenze per offrire un’analisi completa e dettagliata della situazione attuale, con l’obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica e promuovere azioni concrete per affrontare il problema dell’insicurezza alimentare in Italia.