Il gala della Fondazione Italiana Sommelier (Fis), tenutosi il 15 gennaio 2025 a Roma, ha celebrato i dieci migliori vini italiani, selezionati tra oltre 700 etichette che hanno ottenuto il prestigioso riconoscimento dei Cinque Grappoli. L’evento ha visto la partecipazione del ministro dell’Agricoltura, Francesco Lollobrigida, che ha incoraggiato i 1250 ospiti a sostenere la candidatura della cucina italiana per entrare nel patrimonio immateriale universale dell’UNESCO. Il fondatore della Fis, Franco Maria Ricci, ha definito quest’edizione come un record, evidenziando che durante la cena si sono degustati 764 vini e distillati, esposti in un banco di assaggio dal valore complessivo di oltre 700mila euro. Tra gli ospiti d’onore, il noto cantante e produttore Al Bano, che ha dedicato momenti di interazione con i fan, concedendo selfie e autografi.
Il viaggio dei vini italiani
I vini premiati rappresentano un autentico viaggio attraverso la qualità enoica italiana, dal Nord al Sud, con un’evoluzione che riflette il gusto contemporaneo. La redazione di Bibenda 2026 ha sottolineato come il riconoscimento premi le aziende storiche e le firme d’eccellenza, capaci di interpretare la tradizione con un approccio innovativo e una coerenza stilistica. Tra i dieci vini selezionati, il Barbera d’Asti Bricco dell’Uccellone 2022, proveniente dal Piemonte, si distingue come simbolo della rinascita di un vitigno un tempo considerato “popolare”. Grazie alla visione pionieristica dell’azienda Braida, rappresentata dalle ultime due generazioni della famiglia Bologna, questo vino ha ricevuto un riconoscimento che esprime “grande responsabilità e forte emozione”.
Le eccellenze del vigneto italiano
Dall’Alto Adige, lo Chardonnay Nama 2021 di Nals Margreid è stato premiato per la sua eleganza cristallina, che riflette le caratteristiche uniche delle Dolomiti. In Veneto, l’Amarone della Valpolicella Leone Zardini Riserva 2019 di Pietro Zardini racconta la sontuosità di un grande rosso, caratterizzato da morbidezza, vigore e persistenza infinita. L’Emilia Romagna ha risposto con l’Otello Nero di Lambrusco 1813 di Cantine Ceci, un vino che ha riportato il Lambrusco alla ribalta con la sua spuma cremosa e sentori floreali, ritirato da Otello Ceci in persona.
In Toscana, il Brunello di Montalcino Castelgiocondo 2020 di Frescobaldi si è distinto per la sua forza e profondità, con un sorso strutturato e armonico, premiato da Lamberto Frescobaldi. Sempre in Toscana, il Redigaffi 2022 di Tua Rita, un Merlot in purezza, ha confermato la sua posizione tra i grandi rossi del Paese, caratterizzato da note balsamiche e una chiusura dolcemente speziata. Il Montepulciano d’Abruzzo Villa Gemma Riserva 2020 di Masciarelli, ritirato dalla produttrice Marina Cvetic, rappresenta il carattere vigoroso e aristocratico della regione.
I vini del futuro
In Campania, il Taurasi Piano di Montevergine Riserva 2019 di Feudi di San Gregorio ha conquistato il pubblico con la sua profondità e complessità, ritirato dal presidente Antonio Capaldo. Dal Lazio, Damiano Ciolli ha colpito con l’Olevano Romano Cesanese Riserva 2021, un vino che rappresenta il rinnovamento di un terroir autentico. Infine, la Sicilia ha chiuso la lista con il Contrada PC 2023 di Passopisciaro Vini Franchetti, un bianco raro per la sua espressione minerale, capace di incantare con la sua complessità aromatica, dove agrumi, fiori di montagna e accenni salmastri si uniscono in un capolavoro enologico.
