Nella settimana che si è conclusa il 25 gennaio 2025, i mercati italiani hanno registrato una bassa domanda di prodotti orticoli, influenzata dalle condizioni climatiche avverse, come forti piogge e gelate. Questo ha portato a un aumento dei prezzi di alcuni prodotti stagionali provenienti principalmente dal Sud Italia. Tra i più colpiti ci sono i carciofi pugliesi, che hanno visto un incremento del 11,7%, seguiti dai cavolfiori con un aumento del 13,7% e dai finocchi, il cui prezzo è aumentato dell’11,1%. Anche il settore ittico ha risentito di questa situazione, con una domanda in calo che ha portato a un significativo ribasso dei prezzi per alcune tipologie di pesci, come la razza, che ha registrato un decremento del 28,7%. Queste informazioni sono fornite da La Borsa della Spesa, un servizio realizzato da Bmti e Italmercati in collaborazione con Consumerismo No Profit, che offre indicazioni utili per orientare gli acquisti verso prodotti freschi di qualità e convenienza.
Andamento dei prodotti ortofrutticoli
Nonostante le difficoltà per alcuni prodotti, ci sono buone notizie per altri. Gli agrumi hanno beneficiato delle basse temperature, mantenendo una stabilità nei prezzi all’ingrosso. Le arance Tarocco, ad esempio, hanno visto un miglioramento nella loro pigmentazione rossa, con prezzi che variano tra 0,80 e 2,00 euro al chilogrammo, a seconda della grandezza. La produzione delle clementine calabresi sta per terminare, ma i primi mandarini tardivi stanno iniziando a entrare nel mercato, con prezzi che oscillano tra 1,80 e 2,00 euro al chilogrammo, sebbene le quantità siano ancora limitate. La campagna delle mele prosegue regolarmente, con prezzi per la Fuji a 1,80 euro/Kg, per la Granny Smith tra 1,60 e 1,70 euro/Kg, per la Royal Gala a 1,60 euro/Kg e per la Scilate a 2,10 euro/Kg.
Prezzi degli ortaggi e situazione di mercato
Nel settore degli ortaggi, nonostante il maltempo abbia colpito alcune produzioni, i mercati all’ingrosso presentano una buona disponibilità di prodotti stagionali a prezzi competitivi. La verza, ad esempio, mantiene prezzi stabili intorno a 0,90 euro/Kg, nonostante un calo del 23,1% rispetto all’anno precedente. Anche il radicchio tondo veneto rimane stabile a 1,50 euro/Kg, ma ha registrato un calo del 29,1% rispetto allo scorso anno. La cicoria catalogna ha un prezzo che oscilla tra 1,10 e 1,20 euro/Kg, con una diminuzione del 18% rispetto ai dati del 2024. Le cime di rapa, molto richieste in questo periodo, si attestano intorno a 1,40 euro/Kg, evidenziando la continua popolarità di questo prodotto.
Settore ittico e andamento dei prezzi
Per quanto riguarda il comparto ittico, è iniziato il fermo pesca biologico del pesce spada, che durerà fino al 31 marzo 2025, per favorire il ripopolamento della specie. Nonostante ciò, non ci sono restrizioni per gli altri prodotti ittici. Tuttavia, la domanda rimane bassa, portando a un calo dei prezzi all’ingrosso per alcune specie. Le mazzancolle, ad esempio, sono in ribasso, con prezzi tra 15,00 e 17,00 euro/Kg per quelle di grandezza media e circa 9,00 euro/Kg per le più piccole. Con l’arrivo del freddo, cresce l’interesse per le specie adatte a zuppe e sughi caldi, come le gallinelle, i cui prezzi variano tra 2,00 e 3,00 euro/Kg per gli esemplari più piccoli e fino a 30,00 euro/Kg per quelli più grandi, noti come “coccio”. La razza, ideale per i brodi invernali, ha visto un calo del 28,7%, con prezzi che variano dai 3,00 ai 5,00 euro/Kg.
Prezzi delle carni e stabilità del mercato
Infine, nel settore delle carni, il petto di pollo continua a mantenere una fase di stabilità, grazie a un buon equilibrio tra domanda e offerta. I prezzi all’ingrosso per il petto di pollo variano tra 7,50 e 7,90 euro/Kg, riflettendo una situazione di mercato favorevole per i consumatori. La stabilità dei prezzi in questo settore è un segnale positivo, considerando le fluttuazioni che caratterizzano spesso il mercato agroalimentare.
