Il Consorzio del Burro del Piemonte ha annunciato ufficialmente il riconoscimento del Burro di Centrifuga del Piemonte come prodotto tutelato a partire dal 16 settembre 2025. Marcello Pellegrino, il vicepresidente del Consorzio, ha sottolineato l’eccellenza di questo prodotto, ottenuto attraverso un processo che preserva le sue proprietà organolettiche e nutritive. Attualmente, il Consorzio sta lavorando per ottenere il riconoscimento della Denominazione di Origine Protetta (DOP), con l’ausilio di un Comitato promotore dedicato.
Storia e tradizione del burro
Il burro ha radici antiche, risalenti a epoche in cui veniva utilizzato in diverse preparazioni culinarie. Le prime testimonianze del suo impiego si trovano negli scritti di Plinio, che documenta come gli abitanti della Gallia fossero particolarmente appassionati di questo prodotto. I Romani, in particolare, non solo lo utilizzavano in cucina, ma ne sfruttavano anche le proprietà medicinali. Oggi, il Burro Piemonte si distingue per la sua qualità, derivante dalla crema di latte vaccino proveniente esclusivamente dal territorio piemontese. Questo burro è realizzato tramite la scrematura meccanica, nota come centrifuga, che garantisce un prodotto di alta qualità.
Caratteristiche del burro di centrifuga
Il Burro Piemonte è caratterizzato da una consistenza omogenea e un gusto delicato, grazie al clima favorevole della regione di produzione. Questo burro, molto apprezzato dai maestri pasticceri, è utilizzato per la preparazione di dolci tipici come panettoni e colombe. Anche i pasticceri francesi lo valorizzano, utilizzandolo in diverse varianti, tra cui i celebri croissant sfogliati. Pellegrino ha spiegato che il burro viene prodotto da panna dolce lavorata a freddo, senza fermentazioni aggiuntive, il che conferisce al prodotto finale una texture ideale per la sfogliatura e una resa che ha convinto molti professionisti del settore.
Valorizzazione delle produzioni locali
Il vicepresidente Pellegrino ha evidenziato l’importanza dell’iter avviato per ottenere la DOP, che mira a valorizzare ulteriormente le produzioni di latte piemontese. Questo processo non solo crea un valore aggiunto per le imprese lattiero-casearie, ma garantisce anche una giusta remunerazione per gli allevatori, fondamentale per la sostenibilità dell’intera filiera. La salvaguardia della biodiversità e della qualità dei prodotti locali è un obiettivo chiave per il Consorzio, il quale si impegna a mantenere elevati standard produttivi e a garantire ai consumatori un burro di qualità superiore.
Il futuro del burro Piemonte
Il presidente del Consorzio del Burro del Piemonte, Ilio Piana, ha confermato che il burro può essere prodotto esclusivamente da panna ottenuta tramite scrematura meccanica. La crema di centrifuga, grazie alla rapidità del processo di separazione, non subisce fermentazioni spontanee, mantenendo così la sua dolcezza. La burrificazione, processo che trasforma la crema in burro, è essenziale per ottenere un prodotto finale con caratteristiche uniche, come il colore bianco/giallo paglierino e una percentuale di materia grassa dell’82%. La qualità del Burro Piemonte è legata non solo al metodo di produzione, ma anche al territorio e al clima, elementi che contribuiscono a un gusto inimitabile e ricercato.
Il riconoscimento della DOP rappresenta un passo fondamentale per la valorizzazione di questo prodotto, che non solo esalta la tradizione culinaria piemontese, ma sostiene anche l’economia locale e la biodiversità della regione.
