Caffè: il Brasile rivoluziona il mercato grazie a un raccolto eccezionale

Il Brasile raggiunge un raccolto record di caffè con 67,6 milioni di sacchi, mentre l’aumento dell’offerta esercita pressione sui prezzi internazionali e sul mercato italiano.

Il raccolto di caffè in Brasile sta per concludersi e le ultime stime indicano una produzione record. Secondo l’ultimo report della Companhia Nacional de Abastecimento (Conab), con il 99% delle aree già raccolte, il Paese è atteso a raggiungere i 67,6 milioni di sacchi da 60 chili, registrando un incremento del 19,6% rispetto al 2025. Questo rappresenta il livello più elevato mai registrato nella storia dell’ente.

Aumento della produzione e delle superfici coltivate

Il risultato positivo è attribuibile principalmente all’aumento delle superfici coltivate e al recupero della produttività. L’area dedicata alla produzione è cresciuta del 5,1%, toccando i 1,95 milioni di ettari, mentre la resa media nazionale è aumentata da 30,4 a 34,6 sacchi per ettaro, con un incremento del 13,8%. Conab evidenzia che fattori come le condizioni climatiche favorevoli e l’adozione di tecnologie avanzate nella gestione delle coltivazioni hanno contribuito a questo risultato.

Il dato più significativo riguarda l’Arabica, che costituisce circa il 70% della produzione brasiliana. Le stime indicano una produzione di 48,2 milioni di sacchi, con un aumento del 34,8% rispetto all’anno precedente. Al contrario, la produzione di Conilon è prevista a 19,4 milioni di sacchi, con una diminuzione del 6,6%, nonostante l’espansione delle superfici coltivate.

Pressione sui prezzi e volatilità del mercato

Secondo Conab, l’aumento dell’offerta sta generando una pressione al ribasso sulle quotazioni internazionali. A influenzare il mercato non è solo l’arrivo del nuovo raccolto brasiliano, ma anche la raccolta imminente in Vietnam e l’aumento stagionale della produzione colombiana nella parte finale dell’anno.

Tuttavia, questo non implica automaticamente che il prezzo del caffè scenderà drasticamente. Conab sottolinea che non si prevedono riduzioni significative delle quotazioni, considerando il livello contenuto delle scorte e la crescita della domanda globale. A complicare ulteriormente il quadro c’è l’incertezza legata al fenomeno climatico di El Niño.

Le esportazioni brasiliane mostrano un incremento della disponibilità di prodotto. Secondo i dati forniti da Cecafé, ad agosto il Brasile ha esportato 4,155 milioni di sacchi di caffè di varie tipologie, segnando un aumento del 31% rispetto allo stesso mese del 2025, il miglior risultato mai registrato per agosto. L’Arabica ha raggiunto i 2,866 milioni di sacchi, con un incremento del 25,7%, mentre le spedizioni di Conilon e Robusta sono aumentate del 53,6%, arrivando a 953.592 sacchi.

Implicazioni per il mercato italiano

Per il mercato italiano, la pressione al ribasso sulle quotazioni della materia prima non si traduce necessariamente, e soprattutto non in tempi brevi, in una diminuzione dei prezzi finali. Tra il valore del caffè verde sui mercati internazionali e quello del prodotto venduto, intervengono vari fattori come acquisti programmati, contratti, fluttuazioni del cambio, costi di trasporto, tostatura, energia e altre spese di gestione.

Nel mese di agosto, uno studio condotto da C.R.C.-Assoutenti, basato su dati Mimit, ha rivelato che il prezzo medio nazionale per un espresso al bar si attesta a 1,29 euro, con un aumento del 24,2% rispetto al 2021. Questo scenario evidenzia come l’andamento della materia prima rappresenti solo una delle componenti che influiscono sulla formazione del prezzo finale.

Il raccolto brasiliano modifica uno degli elementi che negli ultimi anni hanno alimentato le tensioni sul mercato: la disponibilità. Il 2026 si avvia verso la conclusione con una maggiore disponibilità di caffè proveniente dal Brasile, mentre la domanda globale continua a crescere, le scorte rimangono limitate e il rischio climatico è ancora presente. L’equilibrio tra questi fattori, più che il solo record produttivo brasiliano, influenzerà la direzione dei prezzi nei prossimi mesi.