Caldo eccezionale: al via domani in Italia la raccolta delle mele

Inizia domani in Italia la raccolta delle mele, con focus sulla qualità e l’impatto dei cambiamenti climatici, essenziali per l’economia locale e le esportazioni.

Domani, 2 settembre 2026, in Italia prenderà il via la raccolta delle mele, un frutto emblematico del paese, non solo per il consumo interno ma anche per le esportazioni. La Coldiretti ha comunicato che l’inizio di questa “vendemmia” avverrà presso l’azienda Furlani, situata a Trento. Questo avvio si colloca in un periodo critico, segnato dagli effetti dei cambiamenti climatici e dall’aumento dei costi dovuti a tensioni internazionali.

Il Trentino-alto adige e la produzione di mele

La regione del Trentino-Alto Adige si conferma la leader nella produzione di mele, contribuendo con oltre due terzi della produzione nazionale. Con il distacco dei primi frutti della varietà Gala, la raccolta si estenderà anche ad altre varietà nei mesi di settembre e ottobre, per terminare agli inizi di novembre con le varietà a maturazione più tardiva. Questo ciclo produttivo è fondamentale per l’economia locale, ma è anche influenzato dalle condizioni climatiche estreme che si sono verificate negli ultimi anni.

Le previsioni per la raccolta

In occasione dell’avvio della raccolta, verranno analizzate le previsioni riguardanti l’andamento della produzione, tenendo conto delle temperature record che hanno caratterizzato questa estate. Le condizioni climatiche hanno un impatto diretto sulla qualità e sulla quantità del raccolto, rendendo essenziale monitorare costantemente la situazione per garantire un prodotto di alta qualità.

L’italia e il mercato delle mele

L’Italia si distingue come uno dei principali produttori di mele in Europa, vantando un’ampia varietà di prodotti. In particolare, il paese è riconosciuto per la sua biodiversità, con sei denominazioni di qualità certificate dall’Unione Europea: Mela Val di Non Dop, Mela Alto Adige Igp, Mela del Trentino Igp, Melannurca Campana Igp, Mela Valtellina Igp e Mela Rossa Cuneo Igp. Queste certificazioni attestano non solo la qualità del prodotto, ma anche l’importanza culturale e storica delle mele italiane.

Le esportazioni di mele italiane

Le mele italiane non sono solo apprezzate a livello nazionale, ma sono anche tra i prodotti più esportati del paese. Secondo un’analisi della Coldiretti basata su dati Istat, nel 2025 il valore delle esportazioni di mele ha raggiunto quasi 1,2 miliardi di euro. Questo dato evidenzia l’importanza economica del settore e il suo ruolo cruciale nel panorama agricolo italiano, contribuendo in modo significativo al bilancio commerciale del paese.