Dario Capogrosso, allevatore e tecnico proveniente dal Piemonte, inizierà il 10 settembre 2026 un’importante missione in Australia, partendo da Sarezzano, in provincia di Alessandria. Questa iniziativa, della durata di circa 25 giorni, ha come obiettivo principale quello di trasferire ai pastori locali l’esperienza italiana nell’impiego dei cani da guardiania. In Australia, gli allevamenti sono frequentemente minacciati dal dingo, un predatore selvatico che attacca pecore e altre piccole fauna. Le attuali misure di contenimento si sono dimostrate insufficienti; anche la famosa “Dingo Fence“, una recinzione lunga oltre 5.600 chilometri progettata per proteggere i pascoli fertili del sud-est, non riesce più a fermare gli attacchi, costringendo le autorità a consentire l’abbattimento dei predatori.
Collaborazione internazionale per la sicurezza degli allevamenti
Il progetto di cooperazione è il risultato di un lungo lavoro di networking, reso possibile grazie ai contatti stabiliti da Silvia Bonomi, un’allevatrice marchigiana che ha creato un canale diretto con le istituzioni australiane. Capogrosso partecipa a questa missione su invito ufficiale di vari funzionari del Ministero dell’Agricoltura australiano, tra cui Paul Gibb, responsabile della Biosicurezza. Durante il suo soggiorno, lo specialista piemontese sarà coinvolto in un intenso programma di conferenze e visite presso diverse aziende agricole. In qualità di titolare de “Il Pastore Transumante“, una realtà di riferimento in Europa per la selezione del Pastore Maremmano Abruzzese e del Bioparco Cinofilo del Piemonte Orientale, Capogrosso illustrerà come i cani da lavoro possano proteggere il bestiame, integrandosi con la fauna selvatica locale.
Un approccio flessibile e adattabile
La metodologia adottata dal tecnico italiano si fonda su oltre 20 anni di studi sul comportamento animale, addestramento e inserimento sul campo di esemplari già attivi in contesti geograficamente diversi, dalle Alpi al Nord America. Pur riconoscendo le significative differenze del territorio australiano, Capogrosso sottolinea che “non andremo in Australia con la presunzione di possedere una ricetta universale, ma porteremo uno strumento flessibile da adattare alle specifiche esigenze dei pastori australiani”. Questa visione pragmatico-adattativa evidenzia l’importanza di un approccio personalizzato, capace di rispondere alle sfide uniche che i pastori australiani affrontano quotidianamente.
La missione di Dario Capogrosso rappresenta un’opportunità unica per migliorare la sicurezza degli allevamenti in Australia, attraverso l’integrazione delle migliori pratiche italiane e un dialogo costruttivo con i professionisti locali.
