Nonostante l’incremento delle quotazioni dei fertilizzanti in Italia, che ha raggiunto un notevole 36%, attualmente non si registrano pressioni sui prezzi dei principali cereali. Questo è quanto emerge dall’analisi più recente pubblicata da BMTI riguardo al mercato dei cereali. Nel mese di febbraio 2025, i prezzi hanno mostrato ribassi mensili, con una diminuzione del 2,2% per il grano duro e del 1,2% per il grano tenero, oltre a un calo del 1,2% per il mais. Anche all’inizio di marzo, la situazione è rimasta invariata, ad eccezione di un temporaneo aumento per il mais.
Andamento dei prezzi a livello nazionale
I prezzi a livello nazionale continuano a mantenersi su livelli inferiori rispetto all’anno precedente. A febbraio, si sono registrati ribassi significativi, con il mais che ha visto una riduzione del 9%, il grano tenero del 12% e il grano duro addirittura del 16%.
Mercato dei fertilizzanti e crisi del Golfo
Il mercato dei fertilizzanti, al contrario, ha subito gli effetti della crisi del Golfo, generando preoccupazioni riguardo ai possibili impatti sulle prossime semine. I rincari hanno colpito in particolare l’urea, a causa dell’aumento dei costi energetici e delle difficoltà negli approvvigionamenti attraverso lo Stretto di Hormuz. Il Qatar e l’Iran sono due produttori ed esportatori chiave a livello globale. I futures quotati al CME (Fob middle coast) hanno registrato un aumento del 37% tra il 27 febbraio e il 19 marzo. Anche il mercato italiano ha visto una crescita simile, con i prezzi rilevati dalle Borse Merci che hanno mostrato un incremento del 36%; significativo anche l’aumento del solfato di ammonio, che ha visto un rialzo del 20%, derivante dall’acido solforico, la cui materia prima è lo zolfo, di cui l’Iran è uno dei principali esportatori mondiali. Il nitrato di ammonio ha visto un incremento del 13%. Nonostante i recenti aumenti, le quotazioni dei fertilizzanti azotati rimangono comunque distanti dai picchi raggiunti nel 2022, a seguito dell’inizio del conflitto russo-ucraino, con il valore attuale dell’urea inferiore di circa il 30% e quello del solfato di ammonio del 47%.
