Cesare Marretti al Cavaticcio: un viaggio gastronomico tra storia e biodiversità a Bologna

Il progetto di Cesare Marretti al Parco del Cavaticcio celebra la storia di Bologna attraverso gastronomia, cultura e visite guidate, valorizzando il legame con il patrimonio acquatico della città.

C’è una Bologna che ha prosperato per secoli grazie all’acqua, ai suoi canali e a un porto fluviale oggi quasi dimenticato. Da questa eredità storica nasce il nuovo progetto di Cesare Marretti, che ha preso avvio al Parco del Cavaticcio, dove lo chef ha inaugurato la seconda stagione della sua proposta estiva, un’iniziativa che intreccia cultura, territorio e cucina d’autore.

Un progetto che celebra la storia di Bologna

L’11 giugno 2025, è stata presentata ufficialmente l’iniziativa che trasforma uno degli angoli verdi più affascinanti della città in uno spazio dove gastronomia e storia interagiscono in modo unico. Accanto ai tavoli allestiti sull’erba, viene messo in risalto il racconto della Bologna d’acqua attraverso la mostra “C’era un porto. Era qui. – La storia del porto antico e del Canale Cavaticcio“, curata dal Consorzio dei Canali di Bologna.

Attraverso una serie di immagini storiche e pannelli informativi, l’esposizione ripercorre la storia del Canale Cavaticcio e dell’antico porto cittadino, restituendo visibilità a un patrimonio spesso poco conosciuto anche dai residenti. Questo approfondimento culturale arricchisce l’esperienza degli ospiti, valorizzando il legame tra il luogo e la sua identità storica.

Le erbe spontanee come protagoniste della cucina

La proposta gastronomica di Marretti si sviluppa attorno a un altro elemento fondamentale legato all’acqua: le erbe spontanee che crescono lungo i corsi d’acqua della zona. Questo patrimonio naturale diventa ingrediente e strumento di narrazione, richiamando la grande tradizione botanica di Bologna e figure storiche come Ulisse Aldrovandi, uno dei più importanti naturalisti del Rinascimento.

Erbe come malva, elicriso, crescione, aglio orsino e, soprattutto, menta d’acqua sono state raccolte negli ambienti umidi del territorio, essiccate e conservate nella tenuta di Cesare Marretti, per poi essere trasformate in piatti dalla brigata di È Cucina Leopardi. La menta d’acqua (Mentha aquatica), pianta aromatica che cresce spontaneamente lungo i canali bolognesi, diventa simbolo di questo progetto, il cui profumo intenso e le note balsamiche accompagnano un menu pensato per raccontare il legame tra natura, memoria e cucina.

Un menu che racconta storie di sapori

Il percorso gastronomico si apre con un soufflé di ricotta, Parmigiano Reggiano e menta d’acqua, segue con spaghetti al pesto di basilico e menta d’acqua, patate e pecorino fresco, e continua con il Tacadores accompagnato da salsa verde alla menta d’acqua. Il tutto si conclude con una torta fondente al cioccolato e menta d’acqua, dando vita a un gioco di contrasti tra freschezza e intensità.

Ogni piatto rappresenta un elemento di una narrazione più ampia, che parte dalle vie d’acqua cittadine per arrivare alla tavola, mettendo in luce una biodiversità spesso invisibile ma presente nel paesaggio urbano.

Visite guidate e aperitivi per scoprire Bologna

A completare il progetto, ci saranno anche una serie di visite guidate organizzate dal Consorzio dei Canali di Bologna. Questi eventi accompagneranno cittadini e visitatori alla scoperta di luoghi simbolo della Bologna d’acqua, dall’Opificio delle Acque all’antico porto, fino al Guazzatoio e al Canale Cavaticcio. Al termine dei percorsi, sarà offerto un aperitivo firmato da Cesare Marretti, creando un collegamento diretto tra esperienza culturale e proposta gastronomica.

L’iniziativa rappresenta un esempio di valorizzazione integrata del territorio, dove la ristorazione diventa strumento di racconto e divulgazione culturale. Questo progetto invita a riscoprire una delle anime meno conosciute di Bologna, dimostrando come storia, paesaggio e cucina possano coesistere in un’unica esperienza coinvolgente per residenti e visitatori. La menta, simbolo di questa iniziativa, custodisce e racconta la memoria di una città ricca di storie e tradizioni.