Chiusura di A’mmasciata: Tudda evidenzia la crisi occupazionale nel settore della pizza

La pizzeria A’mmasciata chiude dopo undici anni a causa della mancanza di personale qualificato e dell’impegno in un nuovo progetto di ricerca e produzione di basi pizza artigianali.

Dopo undici anni di attività, la pizzeria A’mmasciata, situata a San Marco Argentano, in provincia di Cosenza, ha annunciato la chiusura definitiva. La notizia è stata divulgata il 21 febbraio 2025 tramite un video sui social del pizzaiolo Luca Tudda, il quale ha spiegato le ragioni di questa difficile scelta, ritenuta necessaria.

Motivazioni della chiusura

La principale motivazione dietro la chiusura è la crescente difficoltà nel reperire personale qualificato nel settore della ristorazione. Tudda ha evidenziato come, nell’ultimo anno, non sia riuscito a trovare un pizzaiolo capace di sostituirlo in modo stabile. Le candidature ricevute sono state limitate e le figure realmente competenti, in grado di gestire un’attività artigianale che richiede abilità tecniche e responsabilità, sono risultate praticamente assenti.

Preoccupazioni precedenti

Questa problematica era già stata sollevata in precedenza. Il 27 gennaio 2025, in un articolo del Gambero Rosso dedicato alla carenza di personale nelle pizzerie, Tudda aveva dichiarato: «Negli ultimi mesi sto seriamente valutando la possibilità di chiudere la pizzeria, non per mancanza di clienti, ma di personale specializzato. Nello specifico trovare dei pizzaioli è diventato estremamente difficile e non è una questione di paga: sono arrivato a offrire 2.500 euro netti al mese, più possibilità di alloggio, per 6 giorni lavorativi su 7 e solo servizio serale, su una realtà di provincia di circa 8.000 abitanti non paragonabile alle grandi città. Eppure non sono riuscito a trovare professionisti seri disposti a prendersi la responsabilità del ruolo. La pizzeria artigianale – come l’abbiamo sempre conosciuta – è un modello fragile che ruota intorno al pizzaiolo, perno tecnico, creativo e operativo. Se quel perno manca e non c’è un “secondo” affidabile, l’alternativa è solo una: o abbassi gli standard oppure ti carichi tutto sulle spalle e quando non riesci più chiudi». A distanza di un mese, questa preoccupazione si è trasformata in realtà.

Fattori aggiuntivi

Un altro fattore che ha influito sulla decisione è stata la crescita di Amonoglu, un progetto avviato nel 2022 dedicato alla ricerca e produzione di basi pizza artigianali senza glutine. Questa start-up in espansione richiede a Tudda un impegno costante, viaggi frequenti e una riorganizzazione aziendale, rendendo difficile la gestione quotidiana della pizzeria. Il piano iniziale prevedeva di affiancare alla guida di Amonoglu un pizzaiolo affidabile per mantenere aperta A’mmasciata, ma tale possibilità non si è concretizzata. Tudda ha dichiarato: «Oggi Amonoglu ha bisogno di tutta la mia attenzione, credo fortemente nella pizza inclusiva come valore e ideale e proprio su questo concetto voglio sviluppare il mio nuovo marchio».

Futuro della pizzeria

Nonostante la chiusura, il locale non scomparirà: A’mmasciata sarà gestita da un nuovo team che porterà avanti il nome con un progetto differente. La pizzeria non offrirà più la pizza napoletana preparata da Tudda secondo i criteri dell’Associazione Verace Pizza Napoletana, ma presenterà un’offerta con un’identità propria.

Riflessioni di Tudda

Tudda ha affermato: «È una scelta che nasce dal rispetto per il lavoro fatto in questi anni e per i clienti che ci hanno sempre sostenuto e che ringrazio dal profondo del cuore». Riguardo alla mancanza di personale, ha aggiunto: «È impensabile questa mancanza di risorse e di risposte adeguate, soprattutto viste le ottime condizioni di offerta, c’è a mio avviso qualcosa di distorto nel sistema che va sistemato, altrimenti situazioni del genere si ripeteranno sempre più frequentemente».