“L’olio extravergine di oliva, elemento cardine della cucina italiana e patrimonio immateriale dell’unesco, si trova a fronteggiare gravi fragilità strutturali“. Questo è il messaggio lanciato dalla cia agricoltori italiani durante il tavolo tecnico di filiera olivicolo oleario, riunito oggi, 15 marzo 2025, presso il ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste (masaf), sotto la guida del ministro francesco lollobrigida. L’organizzazione agricola ha esortato a mantenere alta l’attenzione sulla situazione del settore, evidenziando come la produzione interna non riesca a soddisfare il fabbisogno nazionale, con rese instabili e una crescente difficoltà a competere sui mercati internazionali.
Le debolezze del sistema olivicolo
Il sistema olivicolo italiano, secondo quanto riportato dalla rappresentanza agricola, soffre di debolezze strutturali profonde, tra cui la scarsità di risorse idriche, costi di produzione elevati e una filiera vulnerabile a pratiche di svalorizzazione da parte della grande distribuzione organizzata (gdo). Tali pratiche includono vendite sottocosto che trasformano l’extravergine in una mera merce. Queste dinamiche compromettono la redditività dei produttori, creando una situazione che scoraggia gli investimenti necessari e mette a rischio la sostenibilità economica del settore.
Importazioni e tracciabilità
In aggiunta, cia ha sottolineato che le importazioni provenienti da paesi extra-unione europea, spesso poco trasparenti, intensificano le tensioni nel mercato. È fondamentale implementare controlli sulla tracciabilità per tutelare sia i consumatori che gli agricoltori.
Piano olivicolo nazionale
Durante l’incontro al masaf, cia ha posto particolare enfasi sul nuovo piano olivicolo nazionale, considerato uno strumento cruciale per rendere più concreti i confronti istituzionali. L’organizzazione ha ribadito che sono necessarie misure strutturali, non solo interventi emergenziali, per garantire una ripartizione equa del valore lungo l’intera filiera, stabilizzare le relazioni commerciali e proteggere i produttori dalle fluttuazioni del mercato.
