La storia del vino si intreccia con quella di luoghi segnati da **conflitti** e **tensioni**, dove la **passione** per la **viticoltura** resiste nonostante le **difficoltà**. Un esempio emblematico è il progetto “Wine of silence”, ideato dall’enologo **Roberto Cipresso**, che ha ricevuto un prestigioso **riconoscimento** il 12 gennaio 2025 durante una cerimonia organizzata dalla **Bibenda 2026**. L’evento ha visto la partecipazione del ministro dell’**Agricoltura**, **Francesco Lollobrigida**, e ha premiato oltre 700 **vini** con il massimo riconoscimento della **Fondazione Italiana Sommelier** (**Fis**), i **Cinque Grappoli**, insieme a dieci etichette di spicco.
Il riconoscimento a Roberto Cipresso
Roberto Cipresso, enologo di fama internazionale con base a **Montalcino**, ha ricevuto il suo secondo **Oscar del Vino Bibenda**, un traguardo che segue il primo ottenuto vent’anni fa. Con un’esperienza di 40 anni nel settore, Cipresso ha condiviso la sua **emozione** sul palco, sottolineando il valore del vino come simbolo di **identità** e **resilienza**. “Dopo quasi quarant’anni nel mondo del vino, sento che è arrivato un nuovo tempo”, ha dichiarato. La sua iniziativa “Wine of silence” nasce dalla volontà di restituire al vino il suo significato profondo, al di là delle **mode** e delle **tendenze** del momento.
Cipresso ha mobilitato una rete di colleghi per sostenere questa causa, sottolineando che il vino è molto più di una semplice bevanda: è un messaggio di **bellezza** e un testimone di **storie** di vita. La sua attenzione si è concentrata su terre segnate dalla guerra, come l’**Ucraina**, dove la tradizione vitivinicola persiste nonostante le **avversità**. Qui, nella regione di **Shabo**, **Odessa**, la viticoltura continua a fiorire, producendo vini di **carattere**, come il **Telti Kuruk** di **Big Wines**, che rappresentano la **speranza** e la **cultura** anche in tempi difficili.
Le sfide della viticoltura in territori contesi
Cipresso ha evidenziato anche le **difficoltà** affrontate da altre regioni, come l’**Armenia**, considerata la culla della viticoltura da oltre 6000 anni. Qui, l’industria vinicola si trova a dover fronteggiare **tensioni** regionali e **confini** chiusi che complicano la **logistica**. Nonostante queste sfide, la cantina **Keush**, con il suo **Arenì Noir**, riesce a mantenere viva l’autenticità di una viticoltura **eroica**. Questi vini, definiti “drammatici” dall’enologo, nascono in condizioni estreme e raccontano storie di **resistenza** e **passione**.
La produzione di vino in **Iran** rappresenta un altro capitolo affascinante del progetto. Cipresso ha rivelato che, per avviare il processo di **vinificazione**, è stato necessario presentarsi come commercianti di **frutta**, portando i grappoli vendemmiati in **Azerbaigian** e **Armenia**. Questa strategia ha permesso di superare le **barriere** imposte dal contesto politico, dando vita a un vino **persiano** che porta con sé un messaggio di **speranza** e **resilienza**.
La cerimonia di **premiazione** ha riunito oltre 1250 ospiti, tutti uniti dalla passione per il vino e dalla volontà di sostenere le storie di chi, in territori segnati da **conflitti**, continua a coltivare la tradizione vitivinicola.
