Cisint (Lega): il riso italiano è a rischio, serve una revisione della clausola di salvaguardia Ue

Incontro tra eurodeputati e Coldiretti per rivedere la clausola di salvaguardia del riso, con la Lega pronta a presentare proposte per tutelare la filiera risicola italiana.

Oggi, 15 marzo 2025, si è svolto un significativo incontro tra eurodeputati e rappresentanti di Coldiretti, focalizzato su una questione di rilevanza per la politica commerciale italiana: la protezione della filiera del riso. Durante il confronto, è emersa l’urgenza di rivedere la clausola di salvaguardia automatica riguardante il riso a dazio zero proveniente dai Paesi asiatici, contenuta nel regolamento sul Sistema di preferenze generalizzate. Attualmente, la soglia d’attivazione di questa clausola è giudicata eccessivamente alta, rendendo difficile la tutela della produzione nazionale.

Preoccupazioni dell’eurodeputata

L’eurodeputata della Lega, Anna Maria Cisint, ha espresso preoccupazione per le decisioni che non considerano le conseguenze per il settore risicolo. In una nota ufficiale, ha sottolineato la necessità di un approccio più attento e mirato, evidenziando come le scelte politiche debbano tenere in conto le reali esigenze della filiera.

Proposte di modifica della Lega

La Lega, attraverso il gruppo dei Patrioti, è determinata a presentare proposte di modifica per migliorare la situazione attuale. Cisint ha affermato: “Resteremo in prima linea per fare squadra e sostenere qualsiasi iniziativa che vada nella medesima direzione, a difesa del sistema Italia e di questa storica rivendicazione del comparto risicolo italiano“. La volontà di collaborare per garantire una protezione adeguata alla filiera del riso è un segnale chiaro dell’importanza di questo settore per l’economia nazionale.

Impegni futuri per il comparto risicolo

La riunione ha rappresentato un passo importante per affrontare le sfide che il comparto risicolo deve affrontare, con l’obiettivo di garantire la sostenibilità e la competitività della produzione italiana. La questione rimane aperta e la Lega si impegna a continuare il dialogo con le istituzioni europee per ottenere risultati concreti a favore degli agricoltori italiani.