Angelo Radica, presidente dell’Associazione Nazionale Città del Vino, ha recentemente espresso le sue speranze per il 2026, dichiarando che il principale augurio è che l’anno sia caratterizzato da una significativa pace. Durante un incontro tenutosi a Roma il 15 gennaio 2025, Radica ha delineato la visione dell’associazione per il futuro, che include la crescita attraverso nuovi progetti e il consolidamento delle iniziative già avviate. L’obiettivo è valorizzare le filiere, l’identità e la cultura dei 508 comuni soci, ai quali si aggiungono 29 sostenitori tra province, Pro Loco e consorzi di tutela, nonché sei città straniere.
Radica ha sottolineato l’importanza di essere riconosciuti come interlocutori istituzionali per le questioni che riguardano il settore vitivinicolo. Questa autorevolezza è stata ulteriormente confermata dalla nomina dell’associazione a ambasciatore della cucina italiana, un riconoscimento ricevuto dal ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida.
Attività e progetti futuri
Nel suo bilancio delle attività, il presidente ha evidenziato il grande successo del 23esimo concorso enologico internazionale, svoltosi a Siena. Radica ha annunciato che l’associazione è già al lavoro per garantire che il 24esimo concorso, che avrà luogo a Pramaggiore nel 2026, possa replicare l’eccezionale partecipazione. Tra le novità, si segnala anche la scelta di nominare due città italiane del vino: i territori del Vulture in Basilicata e di Conegliano Valdobbiadene in Veneto saranno i protagonisti del riconoscimento per il 2026 e il 2027. Questa decisione mira a favorire un confronto e una contaminazione culturale tra due aree considerate laboratori di innovazione nel settore vitivinicolo.
Iniziative per l’enoturismo e la vendemmia turistica
Per il 2026, l’associazione prevede il rilancio di diverse attività, tra cui l’osservatorio dell’enoturismo e l’affermazione della vendemmia turistica su tutto il territorio nazionale. Radica ha evidenziato l’importanza di eventi come il Palio delle Botti e il miglior programma delle Città del Vino, che contribuiranno alla crescita del settore. “Siamo fiduciosi”, ha dichiarato Radica, “perché il lavoro svolto finora ha portato risultati tangibili. Il 2025 è stato un anno fecondo e intenso per noi”.
Tra le iniziative da menzionare, Radica ha citato il manifesto sulle aree idonee per le energie rinnovabili, di cui l’associazione è stata promotrice, e la partecipazione a fiere di rilevanza come il Vinitaly. Inoltre, la rete europea Recevin, di cui l’associazione ha assunto un ruolo sempre più centrale, sarà guidata da loro a breve. Con queste iniziative, l’Associazione Nazionale Città del Vino si prepara a un futuro ricco di opportunità e collaborazioni.
