Otto emendamenti sono stati presentati dall’Associazione Nazionale Città del Vino per migliorare la normativa riguardante le aree destinate all’installazione di impianti per la produzione di energia rinnovabile. Questo documento è stato consegnato durante l’audizione presso l’ottava commissione del Senato, in relazione al decreto “Transizione 5.0“, avvenuta nel mese di marzo 2025.
Il presidente dell’associazione
Il presidente dell’associazione, Angelo Radica, ha sottolineato che, sebbene ci sia un miglioramento rispetto alla normativa precedente, in particolare per quanto riguarda il divieto di costruire impianti nelle aree agricole, la quota del tre per cento di superficie agricola utilizzabile a livello regionale appare eccessiva. Radica ha anche evidenziato l’assenza di una disciplina transitoria come un importante vulnus, che ha contribuito all’annullamento della legge precedente da parte del Tar del Lazio.
Definizione di agrivoltaico
Un altro punto critico sollevato riguarda la definizione di agrivoltaico. Radica ha affermato che, sebbene esista una definizione, essa rischia di non essere sufficientemente chiara, lasciando spazio a interpretazioni ambigue. Inoltre, ha notato che la normativa attuale fornisce poche indicazioni sull’energia eolica. Secondo Radica, le regole relative alla distanza da impianti industriali e autostrade per l’installazione di impianti fotovoltaici nelle aree agricole risultano inadeguate.
Richieste alla commissione
Tra le richieste avanzate alla Commissione “Ambiente, Transizione ecologica, Energia, Lavori pubblici, Comunicazioni, Innovazione tecnologica”, Città del Vino ha chiesto di concedere maggiore spazio ai Comuni nei processi decisionali. Inoltre, si richiede che l’idoneità delle fasce agricole contigue a impianti industriali e autostrade sia subordinata a una valutazione di basso valore e pregio. Si propone anche di rendere più restrittiva la disciplina delle deroghe al divieto di installazione di fotovoltaico a terra su aree agricole, oltre a ridurre la soglia massima regionale del tre per cento di superficie agricola utilizzabile.
Tutela dei siti UNESCO
Infine, è stata sottolineata l’importanza di tutelare l’integrità visiva e il valore universale eccezionale dei siti UNESCO, evidenziando i potenziali rischi di compromissione paesaggistica e produttiva, in particolare per le aree vitivinicole di pregio del Friuli Venezia Giulia, come i Colli Orientali, il Collio e il Carso.
