Il caldo estremo che ha colpito l’Alessandrino nei giorni scorsi ha creato una situazione tragica per un gregge di circa mille pecore. Il 10 luglio 2026, più di cinquanta animali sono morti in pochi minuti mentre pascolavano in un campo di grano recentemente mietuto. La causa di questa strage è stata l’ingestione di una pianta tossica, il sorgo, che ha avvelenato gli animali.
La reazione delle pecore è stata immediata e devastante: hanno mostrato segni di difficoltà respiratoria, schiuma alla bocca e sono collassate. Fortunatamente, i conduttori del gregge sono riusciti a intervenire in tempo, allontanando il resto degli animali e salvandoli da un destino simile. A fornire dettagli su questo evento è stato l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale (Izs) del Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta.
Le caratteristiche del sorgo e il suo effetto tossico
Il sorgo è un cereale noto per il suo utilizzo nell’alimentazione animale, ma è altrettanto risaputo che le piante giovani o quelle stressate dalla siccità possono rivelarsi tossiche. In questo caso, il sorgo era mescolato con altre erbe e non era facilmente riconoscibile. Secondo l’Izs, durante le fasi iniziali di sviluppo, il sorgo accumula glicosidi cianogenetici, noti come durrina, che, se ingeriti, si trasformano rapidamente in cianuro.
Questo meccanismo di difesa della pianta diventa particolarmente pericoloso in condizioni di stress termico e siccità, poiché può portare ad un accumulo di elevate concentrazioni di glicosidi. Gli esperti hanno sottolineato che i livelli di tossicità riscontrati in questo episodio erano quasi il doppio rispetto a quelli registrati durante la siccità del 2022, quando diversi bovini nel Cuneese furono colpiti. L’Izs ha evidenziato come il cambiamento climatico stia aumentando i rischi per la fauna, non solo riducendo le risorse idriche, ma alterando anche la chimica delle piante nei nostri territori.
Interventi e analisi post-incidenti
Dopo l’incidente, sul luogo sono intervenuti i medici del Servizio Veterinario di Alessandria insieme ai professionisti dell’Izs. Hanno lavorato per salvare gli animali che presentavano sintomi meno gravi. Le necroscopie effettuate e le analisi di laboratorio condotte dall’Izs hanno confermato le cause della tragedia: l’intossicazione acuta da cianuri è stata identificata come la causa principale della morte delle pecore.
Questa situazione ha messo in evidenza l’importanza di monitorare le condizioni delle piante utilizzate per il pascolo, specialmente in periodi di caldo intenso e siccità. La necessità di strategie di gestione più efficaci è diventata evidente, affinché si possano prevenire eventi simili in futuro e garantire la salute degli animali da allevamento.
