Ventimila agricoltori della Coldiretti si sono riuniti oggi, 15 marzo 2025, in diverse piazze italiane per protestare contro i trafficanti di grano che, secondo loro, schiacciano i prezzi del prodotto nazionale, mettendo in difficoltà le imprese agricole e aumentando le importazioni estere. Le manifestazioni hanno avuto luogo a Bari, il cuore del “Granaio d’Italia”, e a Palermo, con eventi simultanei anche a Cagliari, Rovigo e Firenze. I partecipanti hanno esposto cartelli e sacchi vuoti decorati con il tricolore, esprimendo la loro frustrazione per un sistema che minaccia il reddito agricolo. Circa 140mila aziende agricole, molte delle quali situate nel Mezzogiorno, si trovano in una situazione critica.
Annuncio del Ministro dell’agricoltura
Il ministro dell’Agricoltura e della Sovranità Alimentare, Francesco Lollobrigida, ha annunciato che dal primo gennaio 2026 la Commissione Unica Nazionale (CUN) sarà il nuovo punto di riferimento per stabilire il prezzo del grano tra agricoltori e compratori. Durante un collegamento da Palazzo Chigi, dove si stava svolgendo una cabina di regia sul Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR), Lollobrigida ha dichiarato che lunedì mattina l’ISMEA pubblicherà i costi medi del grano in Italia, con l’obiettivo di combattere la concorrenza sleale. “Nessuno potrà più ricattare nessuno minacciando di comprare da altri o all’estero”, ha affermato il ministro.
Situazione del prezzo del grano
La protesta giunge in un momento critico, poiché il prezzo del grano duro è sceso a 28 euro al quintale, un calo del 30% rispetto all’anno precedente, riportandosi ai livelli pre-guerra in Ucraina. Nel contempo, i costi di produzione sono aumentati del 20% dal 2021. Attualmente, un chilo di pasta costa circa 2 euro, mentre agli agricoltori vengono riconosciuti solo 28 centesimi per ogni chilo di grano. Il presidente di Coldiretti, Ettore Prandini, ha sottolineato l’importanza di garantire dignità agli agricoltori, richiamando l’attenzione sulla legge contro le pratiche sleali che vieta la vendita al di sotto dei costi di produzione. Ha anche proposto di rivedere il sistema delle borse merci locali, suggerendo l’adozione della CUN per la determinazione dei prezzi.
Piano di intervento di Coldiretti
Per affrontare le attuali difficoltà, Coldiretti ha presentato un piano articolato in sette punti. La prima richiesta è l’istituzione immediata della CUN per il grano duro. È fondamentale che l’ISMEA pubblichi i costi medi di produzione in modo trasparente, fornendo un riferimento chiaro per i controlli. Inoltre, si propone di aumentare a 40 milioni di euro il sostegno ministeriale per i contratti di filiera pluriennali, garantendo un reddito equo e coprendo 400mila ettari su 1,2 milioni di ettari di produzione totale. Infine, si richiede il blocco delle importazioni sleali, in particolare quelle di grano trattato con sostanze vietate in Europa, come il glifosate canadese o i pesticidi e fungicidi utilizzati in Turchia e Russia. La reciprocità delle regole rappresenta un altro tema cruciale per l’organizzazione.
