Coldiretti: il 60% degli incendi è provocato da atti dolosi di piromani

Incendi in Italia nel 2026: oltre 66mila ettari distrutti, il 60% di origine dolosa. Necessaria prevenzione e protezione della biodiversità per salvaguardare le comunità locali.

Nel 2026, la situazione degli incendi in Italia ha raggiunto livelli allarmanti. Secondo quanto riportato da Coldiretti, i danni provocati dalle fiamme hanno superato i 66mila ettari di boschi e terreni distrutti, un numero che rappresenta oltre il triplo rispetto alla media storica degli ultimi vent’anni. Questo fenomeno si sta manifestando in modo particolarmente grave nel Mezzogiorno, interessando regioni come la Puglia, la Sicilia e la Basilicata, mentre anche altre aree d’Europa, tra cui Francia e Spagna, stanno affrontando incendi devastanti.

Incendi dolosi e necessità di prevenzione

Coldiretti evidenzia che fino al 60% degli incendi è di origine dolosa. L’organizzazione agricola sottolinea l’importanza di potenziare le misure preventive, intensificare i controlli e valorizzare il ruolo degli agricoltori come custodi del territorio. È fondamentale investire anche nell’educazione ambientale, per proteggere un patrimonio essenziale per la biodiversità, la sicurezza idrogeologica e la qualità della vita delle comunità locali.

Le condizioni climatiche attuali, caratterizzate da temperature tropicali e da una prolungata mancanza di piogge, stanno creando un terreno fertile per la propagazione degli incendi. Coldiretti denuncia che queste circostanze favoriscono l’azione criminale di chi appicca volontariamente il fuoco, aggravando ulteriormente la situazione.

Danni all’ecosistema e alle economie locali

La devastazione causata dagli incendi ha già portato alla distruzione di decine di migliaia di ettari di boschi, macchia mediterranea, pascoli, oliveti e terreni agricoli. Coldiretti avverte che i danni sono gravissimi per le produzioni agricole, gli ecosistemi e le economie locali. Dietro alcuni roghi si celano interessi speculativi, mirati a modificare la destinazione d’uso dei terreni o a installare impianti fotovoltaici. Questi fenomeni richiedono un’attenzione massima e controlli rigorosi per prevenire ulteriori danni.

L’organizzazione agricola conclude che, oltre all’azione dei piromani, pesano anche la negligenza e i comportamenti irresponsabili, che contribuiscono a una situazione già critica. La protezione del territorio e della sua biodiversità è diventata una priorità assoluta per garantire un futuro sostenibile alle comunità colpite.