Il clima estremo del 2026 sta mettendo a dura prova i raccolti di frutta e verdura in Italia, causando una significativa diminuzione della disponibilità di questi prodotti. Nonostante ciò, i prezzi che i produttori ricevono continuano a scendere, con una media del 20% in meno, specialmente per la frutta, il che sta portando a una crisi economica per molte aziende agricole. A Bologna, la Consulta ortofrutticola di Coldiretti si è riunita per discutere di questa situazione critica, denunciando potenziali manovre speculative che potrebbero influenzare l’andamento dei prezzi.
Analizzando i dati forniti dall’Ismea, è emerso che nella quarta settimana di luglio 2026, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, i prezzi delle pere sono diminuiti del 17%, mentre le pesche e le nettarine hanno registrato un calo del 18%. Le susine hanno visto una riduzione del 20%, e le albicocche hanno subito un drastico ribasso del 34%. Al contrario, nei punti vendita i prezzi continuano a crescere, spingendo la Consulta a richiedere l’applicazione della legge sulle pratiche sleali nel settore. In aggiunta, nei primi quattro mesi del 2026, le importazioni di frutta fresca sono aumentate del 9%, con un incremento del 44% delle importazioni provenienti dall’Africa.
Le sfide del settore ortofrutticolo
Il settore ortofrutticolo italiano si trova a fronteggiare una doppia crisi: quella climatica e quella economica. Le temperature elevate stanno danneggiando i frutti, rendendoli invendibili, mentre i costi di produzione e delle materie prime continuano a crescere. Un fattore determinante è l’aumento del prezzo del gasolio agricolo, che, dopo un breve periodo di stabilità a 1,16 euro al litro, è schizzato a 1,44 euro al litro. Questo rincaro rappresenta un onere insostenibile per gli agricoltori, specialmente per l’utilizzo degli impianti di irrigazione necessari a contrastare la siccità.
In risposta a questa situazione, la Consulta ha chiesto l’implementazione di un piano strategico nazionale per il settore ortofrutticolo. Le priorità individuate includono l’accelerazione dell’innovazione tecnologica, con un focus su Tecniche di evoluzione assistita e agricoltura di precisione. È fondamentale garantire la reciprocità nelle importazioni, assicurando che i prodotti importati rispettino gli stessi standard sanitari ed etici vigenti in Italia. Ulteriori proposte riguardano la costruzione di moderne infrastrutture irrigue, il potenziamento delle difese attive come le coperture antigrandine e antibrina, e la creazione di polizze assicurative più accessibili e convenienti per gli agricoltori.
Proposte per il futuro del settore
La Consulta ortofrutticola ha anche evidenziato la necessità di stabilire accordi di filiera più equi con la grande distribuzione. È essenziale sviluppare misure strutturali che possano contribuire a ridurre i costi delle bollette e dei fertilizzanti, incentivando al contempo l’autoproduzione di energia da fonti rinnovabili. Questi interventi sono cruciali per garantire la sostenibilità economica delle imprese agricole italiane e per affrontare le sfide che il cambiamento climatico presenta al settore.
In un contesto in cui il mercato è sempre più globalizzato, è fondamentale che il settore ortofrutticolo italiano possa contare su politiche e strategie che ne favoriscano la competitività, proteggendo al contempo i diritti e il reddito dei produttori. Il futuro dell’agricoltura italiana dipende dalla capacità di adattarsi e innovare, affrontando con determinazione le sfide attuali e future.
