Coldiretti: inaccettabile il taglio del 20% alla Pac, il Parlamento Ue intervenga

La presidente del Parlamento Europeo, Roberta Metsola, discute con Coldiretti su tagli alla Pac e futuro dell’agricoltura nell’Unione Europea durante incontro a Palazzo Rospigliosi.

La presidente del Parlamento Europeo, Roberta Metsola, ha avuto un incontro oggi pomeriggio, il 10 marzo 2025, presso Palazzo Rospigliosi, sede della Coldiretti. Durante questo incontro, Metsola ha dialogato con il presidente dell’organizzazione agricola, Ettore Prandini, e il segretario generale, Vincenzo Gesmundo, su questioni cruciali riguardanti l’Unione Europea. Tra i temi discussi si sono evidenziati i tagli alla Politica Agricola Comune (Pac), gli accordi di libero scambio e le prospettive future per il settore agroalimentare europeo.

Proposte per il futuro della pac

Coldiretti ha presentato alla presidente Metsola un documento contenente le proprie proposte per la Pac dopo il 2027 e per il futuro dell’agricoltura nell’ambito del nuovo Quadro Finanziario Pluriennale (QFP) 2028-2034. L’organizzazione ha descritto questa situazione come “un pericoloso cambio di paradigma per il futuro dell’Unione“. La Commissione Europea ha infatti deciso di ridurre le risorse destinate alle politiche agricole e di coesione, con il bilancio agricolo che passerà da 386 miliardi di euro del QFP 2021-2027 a 297,5 miliardi. A questo si aggiungono ulteriori 6,3 miliardi per la riserva di crisi, la promozione e l’assistenza tecnica. Coldiretti ha evidenziato che l’aumento della riserva di crisi è solo apparente, poiché gran parte di questi fondi è già destinata a compensare gli agricoltori danneggiati da accordi commerciali, come quello con il Mercosur, rendendoli inutilizzabili per affrontare nuove emergenze.

Incremento della competitività e società

In aggiunta, la voce “Competitività e Società” subirà un incremento fino a 409 miliardi di euro, di cui 175 miliardi destinati a Horizon Europe. Questo comporta un trasferimento significativo di risorse verso i settori industriale, digitale e della difesa. Coldiretti ha osservato che questa impostazione evidenzia la priorità attribuita dalla Commissione ai comparti tecnologici e strategico-militari, a scapito della produzione reale, del settore agroalimentare e delle aree rurali europee.