“Le stime indicano che i danni subiti dalle aziende agricole toscane a causa del conflitto ammontano a circa 130 milioni di euro. Questo dato evidenzia un incremento dei costi di produzione, che include spese per carburanti e fertilizzanti, oltre alla difficoltà di accesso ai mercati, in particolare per il settore del florovivaismo, che ha già visto cancellazioni di ordini e container bloccati nei porti.” Queste parole sono state pronunciate da Letizia Cesani, presidente di Coldiretti Toscana, durante un incontro con i giornalisti, tenutosi oggi, 27 marzo 2025, a Firenze.
Mobilitazione in europa per il settore agricolo
Cesani ha sottolineato l’impegno attivo dell’associazione a livello europeo, ricordando come, negli ultimi mesi, siano state organizzate diverse iniziative a Strasburgo e Bruxelles per richiedere l’annullamento del Fondo Unico e il recupero di risorse. “Grazie a questa mobilitazione costante, siamo riusciti a reperire oltre 500 milioni di euro per la Toscana,” ha dichiarato. Questo sostegno è vitale per le 35.000 aziende che ricevono i contributi della Politica Agricola Comune (PAC), in un contesto in cui i costi di produzione e l’instabilità geopolitica pongono sfide significative alle imprese locali.
Un aiuto fondamentale per le imprese toscane
La presidente di Coldiretti Toscana ha evidenziato come i contributi della PAC rappresentino una vera e propria “boccata d’ossigeno” per le aziende agricole in un periodo di grande difficoltà. La situazione attuale, caratterizzata da costi elevati e mercati instabili, richiede un intervento tempestivo e mirato per garantire la sopravvivenza di un settore cruciale per l’economia regionale. La mobilitazione e la concertazione tra le istituzioni e le organizzazioni agricole si rivelano quindi essenziali per affrontare le problematiche emergenti e garantire un futuro sostenibile per l’agricoltura toscana.
La Coldiretti continua a lavorare per sostenere le imprese agricole, cercando di ottenere ulteriori risorse e misure di supporto da parte delle autorità competenti, affinché possano affrontare con maggiore resilienza le sfide attuali e future.
