Coldiretti Toscana: l’aumento dei costi per ettaro raggiunge i 250 euro a causa della crisi in Medio Oriente

Aumento dei costi per agricoltori e pescatori in Toscana: grano e mais +30%, pesce +50%, mentre l’Unione Europea non modifica le politiche del Green Deal.

Il costo per gli agricoltori toscani di seminare un ettaro di grano o mais è aumentato del 30% nell’ultimo anno, mentre i pescatori devono affrontare un incremento del 50% per riempire una cassetta di pesce. Negli allevamenti, i rincari hanno raggiunto i 3.600 euro in soli due mesi. Queste informazioni emergono da un report di Coldiretti Toscana, secondo cui l’aumento dei costi per ogni ettaro può arrivare fino a 250 euro, un effetto diretto della crisi in Medio Oriente.

Margini in crisi e incertezze crescenti

In Toscana, agricoltori e pescatori si trovano a dover affrontare bilanci in negativo e margini di profitto azzerati. L’associazione Coldiretti evidenzia come la situazione sia diventata insostenibile. Molti agricoltori, tra coloro che non hanno ancora seminato, temono di non poter procedere a causa dell’incertezza riguardo al ritorno sugli investimenti. Il clima ha ulteriormente complicato le cose, con piogge e temperature fredde che hanno danneggiato i terreni già lavorati, minacciando il raccolto di grano, mais e frumento.

Letizia Cesani, presidente di Coldiretti Toscana, ha dichiarato che “gli agricoltori stanno pagando di tasca loro il prezzo di questa guerra”. Secondo lei, il settore agricolo è il primo a subire gli effetti dei rincari, e le aziende non possono essere spente come macchine. La sostenibilità economica di molte di queste realtà è ora legata alla durata del conflitto, con gli aumenti che stanno erodendo anche i margini più esigui.

La risposta dell’Unione Europea

Coldiretti ha messo in luce che, di fronte a costi energetici e di fertilizzanti fuori controllo, la Commissione Europea continua a mantenere le stesse politiche climatiche e industriali del Green Deal, scaricando la responsabilità sugli Stati membri e lasciando gli agricoltori a fronteggiare da soli le conseguenze della crisi. Cesani ha commentato: “L’Unione Europea ci ha deluso nuovamente, dimostrando di non avere una visione strategica per l’agricoltura europea”.

Il diniego alla sospensione temporanea di alcuni vincoli del Green Deal è visto come un segnale chiaro della mancanza di coraggio nell’affrontare la situazione attuale. “La nostra agricoltura, la nostra sussistenza, dipendono da altri. Non siamo più padroni del nostro destino”, ha concluso Cesani, sottolineando l’urgenza di una revisione delle politiche agricole europee.

La crisi attuale rappresenta una sfida significativa per il settore, che si trova a dover affrontare difficoltà senza precedenti e una crescente vulnerabilità di fronte a eventi esterni.