Con un valore che supera i 5 miliardi di euro, la Dop Economy del Veneto si posiziona come una delle risorse più significative nel panorama agroalimentare italiano. Tuttavia, questo territorio si trova anche a dover fronteggiare il fenomeno dell’italian sounding e le infiltrazioni di organizzazioni criminali nelle filiere. Questi aspetti sono stati messi in evidenza durante il convegno intitolato “Difendere il Made in Italy: la Legge Caselli”, tenutosi a Mestre (Venezia) il 15 gennaio 2025, organizzato da Coldiretti Veneto.
Obiettivi del convegno
Il convegno ha visto la partecipazione di rappresentanti delle istituzioni, della magistratura, del mondo accademico e di organismi di controllo, tutti uniti nell’intento di rafforzare la protezione delle produzioni certificate e garantire maggiore trasparenza lungo l’intera filiera agroalimentare. Ettore Prandini, presidente nazionale di Coldiretti, ha evidenziato l’urgenza di implementare “strumenti più incisivi contro le frodi che danneggiano sia le imprese che i consumatori“.
In questo contesto, Marina Montedoro, direttore regionale di Coldiretti, ha illustrato le iniziative attuate al Brennero, dove migliaia di agricoltori e autorità di controllo collaborano per fermare le importazioni dall’estero di prodotti “italianizzati”, frutto di un cavillo normativo legato al codice doganale. Coldiretti ha chiesto l’abolizione di tale norma, sostenuta anche da delibere comunali, tra cui quella della Regione Veneto.
La riforma Caselli come strumento di difesa
Carlo Salvan, presidente di Coldiretti Veneto, ha descritto la riforma Caselli come una “vera norma scudo” per il sistema agroalimentare italiano. “Il Veneto è una delle culle del Made in Italy agroalimentare”, ha affermato Salvan, “e per questo motivo è tra le regioni più vulnerabili a frodi e imitazioni. Non si tratta solo di tutelare un settore economico, ma di salvaguardare il lavoro degli agricoltori, la qualità delle produzioni e la fiducia dei cittadini“.
Salvan ha anche sottolineato che il valore del sistema agroalimentare italiano ammonta a 707 miliardi di euro, mentre le agromafie superano i 25 miliardi. Ha rimarcato l’importanza di potenziare controlli, normative e una cultura della legalità. “Questa legge rappresenta un passo decisivo per proteggere il vero Made in Italy e coloro che lo producono quotidianamente con trasparenza e qualità“, ha concluso.
La discussione avvenuta a Mestre ha messo in luce la necessità di un impegno collettivo per fronteggiare le sfide attuali e garantire la difesa delle eccellenze agroalimentari italiane.
