Il progetto internazionale Re-Farm ha portato a significativi progressi nella produttività agricola in Angola, affrontando sfide cruciali come la fertilità dei suoli e l’impatto di siccità e parassiti. Dopo quattro anni di attività, il progetto, finanziato dall’Unione Europea, si avvia alla conclusione, con l’Università di Firenze tra i principali attori coinvolti. I risultati sono stati presentati il 15 marzo 2025 nella capitale Luanda, durante la conferenza finale organizzata dall’Università Agostinho Neto.
Collaborazione tra università e agricoltori
L’Università di Firenze, attraverso il suo Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agrarie, Alimentari, Ambientali e Forestali (Dagri) e il Water Harvesting Lab, ha svolto un ruolo fondamentale nello sviluppo di soluzioni agro-ecologiche innovative. Queste soluzioni mirano a garantire una gestione più sostenibile delle risorse naturali, con particolare attenzione a elementi cruciali come l’acqua e il suolo. La ricerca ha integrato approcci scientifici partecipativi, lavoro sul campo e un forte coinvolgimento dei piccoli agricoltori locali, creando un legame diretto tra scienza e prassi agricola.
Nel dettaglio, l’adozione di pratiche agro-forestali e agro-ecologiche ha avuto un impatto positivo sulla produttività e sulla qualità delle produzioni agricole. I sistemi colturali, in particolare quelli di mais, fagioli e arachidi, hanno mostrato una maggiore resilienza agli effetti del cambiamento climatico. Grazie all’implementazione di tecniche di water harvesting, l’umidità del suolo è aumentata in media dell’1,75%, permettendo una disponibilità idrica nei campi per oltre due settimane in più rispetto alle pratiche tradizionali.
Risultati significativi nella gestione delle risorse
In aggiunta, l’introduzione di approcci agroecologici per la gestione integrata di parassiti e malattie, come la tecnica push-pull, ha portato a una riduzione significativa dell’incidenza di questi problemi. I risultati ottenuti si sono tradotti in un miglioramento della fertilità dei terreni e in una gestione più sostenibile delle risorse naturali, contribuendo così a un ambiente agricolo più sano e produttivo.
Albano Vicente Lopes Ferreira, Ministro dell’Istruzione Superiore, Scienza, Tecnologia e Innovazione dell’Angola, ha elogiato il progetto Re-Farm, definendolo “un esempio concreto di come la ricerca scientifica e la cooperazione internazionale possano affrontare le sfide globali del cambiamento climatico e della sicurezza alimentare“. Queste parole sottolineano l’importanza della sinergia tra istituzioni accademiche e comunità locali, essenziale per il futuro dell’agricoltura sostenibile in Angola.
