Per fronteggiare l’emergenza della peste suina africana, la Toscana si trova al centro di una situazione critica, con l’area nord-occidentale della regione che rappresenta l’ultimo ‘cluster’ attivo nell’Italia centro-settentrionale. In particolare, il comune di San Marcello Pistoiese è destinato a essere classificato come Zona 3, la categoria più alta per le aree contaminate. Questa informazione è stata comunicata da Giovanni Filippini, commissario straordinario nazionale per la peste suina africana, durante un’audizione congiunta tenutasi il 12 gennaio 2026 nelle commissioni sviluppo economico e ambiente del Consiglio regionale della Toscana. L’audizione è stata sollecitata da Fratelli d’Italia, evidenziando l’urgenza della situazione.
Strategie di contenimento e prevenzione
Il commissario Filippini ha delineato una strategia articolata per combattere questa pandemia particolarmente aggressiva. Il piano prevede l’implementazione di barrieramenti fisici per limitare la diffusione del virus. Sono stati allocati 8 milioni di euro per realizzare chiusure lungo i tratti autostradali che circondano il cluster in questione. In Toscana, gli interventi si concentreranno principalmente sull’A11, dove sono state completate le chiusure da Firenze a Viareggio. Analogamente, sull’A1, i lavori interesseranno il territorio comunale di Castiglione del Pepoli (Bologna) fino a Barberino di Mugello (Firenze), passando anche per i comuni di S.Benedetto Val di Sambro (Bologna) e Firenzuola (Firenze), con un termine previsto per marzo 2027.
Protezione degli allevamenti e risorse allocate
Le misure di prevenzione e contenimento sono essenziali per tutelare gli allevamenti e un settore economico di grande importanza. In Toscana, si registrano circa 125.000 capi di suino domestici distribuiti in circa 3.500 allevamenti. Per sostenere le azioni di prevenzione e contenimento della peste suina, alla Regione sono stati assegnati 420.000 euro. Tra le azioni previste, spicca il barrieramento biologico, che include operazioni di de-popolamento dei cinghiali nelle aree colpite, attraverso abbattimenti e catture. È prevista anche una sorveglianza attenta negli allevamenti domestici e il monitoraggio delle carcasse di cinghiali deceduti a causa del virus, oltre a interventi di bonifica.
Filippini ha sottolineato più volte l’importanza del coinvolgimento dei cacciatori, il cui ruolo potrebbe rivelarsi cruciale in queste operazioni di contenimento. La collaborazione tra istituzioni e comunità locali sarà fondamentale per affrontare efficacemente questa emergenza sanitaria e tutelare la salute degli animali e degli allevamenti in Toscana.
