Le superfici dedicate al grano duro italiano hanno subito una significativa contrazione dal 2012, registrando un calo del 10%. Questo dato preoccupante è accompagnato da un abbassamento del tasso di autoapprovvigionamento, sceso dal 78% al 56,5%. Secondo l’allerta lanciata da Confagricoltura, per raggiungere l’autosufficienza nel settore mancano attualmente oltre 880mila ettari di terreni coltivabili. La Confederazione ha sottolineato che questa situazione mette a rischio la sovranità produttiva del Paese.
Le cause della crisi nel settore agricolo
Tra i motivi che contribuiscono a questa emergenza, Confagricoltura ha evidenziato diversi fattori critici. Gli effetti dei cambiamenti climatici, che erodono la produttività agricola, si sommano alla poli-crisi globale, che ha portato a un aumento dei costi energetici e produttivi. Inoltre, i prezzi riconosciuti ai produttori di grano duro sono sempre più bassi, costringendo molti agricoltori a operare in perdita e, in alcuni casi, a lasciare il settore.
Secondo un rapporto del Centro Studi di Confagricoltura, l’Italia dipende dall’estero per quasi la metà del grano duro utilizzato nella produzione di pasta. Questa dipendenza è in costante crescita, mentre i margini di guadagno per i cerealicoltori si contraggono o addirittura diventano negativi. È fondamentale invertire questa tendenza, ha affermato Confagri, sostenendo la campagna del Masaf che promuove il consumo di pasta italiana. Tale iniziativa rappresenta un importante segnale di supporto per i produttori locali e mira a sensibilizzare i consumatori sulla questione.
Le preoccupazioni per l’inflazione alimentare
La crisi attuale si configura come una problematica strutturale, inserita in un contesto globale sempre più instabile. Massimiliano Giansanti, presidente di Confagricoltura, ha dichiarato che i prodotti agricoli sono diventati strumenti di pressione nelle guerre contemporanee, influenzando le dinamiche di mercato attraverso la capacità di consegna delle navi cariche di grano. Giansanti ha espresso preoccupazione per l’aumento dell’inflazione alimentare, un fenomeno che sfugge al controllo delle banche centrali. Un incremento dei prezzi degli alimenti potrebbe generare ulteriori turbolenze in un mercato finanziario già provato da conflitti e tensioni geopolitiche.
Da questa analisi emerge l’auspicio di Confagri che vengano attivate risorse straordinarie per implementare misure specifiche, con l’obiettivo di sostenere il reddito degli agricoltori e garantire una fornitura sempre maggiore di grano duro nazionale per l’intera filiera agroindustriale. La situazione richiede interventi mirati per affrontare le sfide attuali e future del settore agricolo italiano.
