La produzione di olio d’oliva in Italia per il 2025 si preannuncia positiva, sebbene con significative differenze regionali. Mentre il Sud del paese mostra un incremento notevole, il Centro-Nord registra un calo drastico. In totale, si prevede una produzione di circa 300mila tonnellate, con un aumento del 21% rispetto all’anno precedente, permettendo all’Italia di riconfermare la sua storica posizione di secondo produttore mondiale. Questi dati sono stati presentati durante “La Prima dell’olio“, un evento che ha avuto luogo il 28 ottobre 2025 a Palazzo della Valle a Roma, organizzato da Confagricoltura, Carapelli Firenze e Unapol.
Un evento per il settore olivicolo
“La Prima dell’olio” rappresenta una novità nel panorama degli eventi dedicati all’olio d’oliva, con l’intento di diventare un appuntamento annuale. L’incontro non solo segna l’inizio della nuova campagna olearia, ma celebra anche un prodotto emblematico della cultura italiana e del Made in Italy. Durante la serata, si è discusso dell’importanza di coinvolgere i giovani nel settore, proponendo nuove strategie di comunicazione per valorizzare l’olio extravergine italiano.
Confagricoltura ha sottolineato la necessità di rinnovare il settore attraverso l’introduzione di nuove idee e approcci culturali. A tal fine, è stato annunciato un progetto di formazione in collaborazione con Carapelli e Unapol, mirato a formare i giovani nei Istituti Tecnici Superiori e nelle Università. Un progetto pilota inizierà a breve presso l’Istituto Agrario Garibaldi di Roma, evidenziando l’importanza di investire nelle nuove generazioni per il futuro dell’olivicoltura italiana.
Le prospettive di produzione e il contesto internazionale
Massimiliano Giansanti, presidente di Confagricoltura, ha commentato che le stime di produzione indicano un potenziale recupero della posizione dell’Italia tra i principali produttori mondiali di olio d’oliva, mantenendo il secondo posto. Tuttavia, ha avvertito sull’importanza di adattarsi ai cambiamenti del mercato e di prestare attenzione alle esigenze della filiera italiana, implementando strategie che possano valorizzare le potenzialità del settore.
In un contesto mediterraneo, i dati forniti dal Consiglio Oleicolo Internazionale (Coi) il 28 ottobre 2025 mostrano una leggera flessione della produzione in Spagna, stimata in 1 milione 372mila tonnellate. Anche la Tunisia e la Turchia evidenziano una diminuzione, con produzioni rispettivamente di 270mila e 290mila tonnellate, segnando cali del 21% e del 43%. La produzione totale in Europa si attesta poco sopra i 2 milioni di tonnellate, mentre il resto dei Paesi mediterranei raggiunge un milione di tonnellate, segnalando un’evoluzione nella geografia produttiva grazie agli investimenti recenti.
Il mercato e i consumi di olio d’oliva
Sul fronte dei consumi, l’Italia si conferma come il secondo paese al mondo per consumo di olio d’oliva. Riguardo ai prezzi, si nota un interessante mantenimento del differenziale, con l’olio italiano che si posiziona quasi al doppio rispetto ai prezzi degli oli spagnolo e greco. Questo aspetto mette in evidenza la qualità e il valore aggiunto dell’olio d’oliva italiano, elemento fondamentale per il mercato globale e per la promozione del prodotto sul piano internazionale.
Il panorama della produzione e del consumo di olio d’oliva in Italia, quindi, si delinea come un settore in crescita, con opportunità da cogliere e sfide da affrontare, in un contesto economico e culturale in continua evoluzione.
