Confagricoltura Piemonte: necessaria la regolazione di domanda e offerta in viticoltura

Confagricoltura Piemonte presenta proposte per migliorare il sistema vitivinicolo, con focus su regolazione domanda-offerta, ristrutturazione vigneti e introduzione dell’irrigazione per affrontare le sfide attuali.

Confagricoltura Piemonte ha presentato all’assessore regionale all’Agricoltura, Paolo Bongioanni, una serie di proposte mirate a migliorare il sistema vitivinicolo, con un focus particolare sulla regolazione della domanda rispetto all’offerta. Questa iniziativa è stata avviata per affrontare le sfide attuali del settore e garantire una maggiore sostenibilità.

Richieste fondamentali di Confagricoltura Piemonte

Enrico Allasia, presidente di Confagricoltura Piemonte, ha evidenziato alcune richieste fondamentali. Tra queste, la sospensione dell’assegnazione delle autorizzazioni per nuovi impianti a partire dal 2026. Allasia ha proposto anche una proroga di tre anni per le autorizzazioni di nuovo impianto in scadenza, insieme alla sospensione delle sanzioni per il loro mancato utilizzo. Inoltre, si richiede una proroga delle idoneità assegnate dai bandi delle Denominazioni di Origine piemontesi, da concordare con i consorzi di tutela.

Ristrutturazione e riconversione dei vigneti

Un altro punto cruciale è la ristrutturazione e riconversione dei vigneti, per la quale si chiede l’introduzione di un premio specifico per coloro che attendono almeno tre anni prima di avviare un nuovo impianto. Allasia ha anche sottolineato l’importanza della misura della riparatura, che prevede la sostituzione delle viti vecchie o malate e la gestione del terreno, con l’obiettivo di favorire la meccanizzazione, in particolare per l’uso della vendemmiatrice. Infine, Confagricoltura Piemonte ha avanzato la proposta di attivare la misura dell’estirpazione dei vigneti, ispirata a modelli adottati in Francia.

Introduzione della pratica dell’irrigazione

In aggiunta, l’organizzazione ha intenzione di richiedere l’introduzione della pratica dell’irrigazione nei disciplinari delle denominazioni, in modo ordinario e con sistemi a basso consumo di risorse. Questa misura è vista come un’importante strategia per contrastare gli effetti del cambiamento climatico, in particolare la siccità, che sta mettendo a dura prova il settore vitivinicolo piemontese.