Confcooperative: chiarimenti sul vino scientifico, nessun motivo per il divieto

Il professor Alberto Battezzati analizza i benefici del consumo moderato di vino in una dieta equilibrata, sottolineando l’importanza della scienza nel settore vitivinicolo.

Il dibattito sui potenziali rischi per la salute derivanti dal consumo di vino è al centro di una discussione che richiede un’analisi scientifica approfondita, piuttosto che una reazione allarmistica. È fondamentale fare una distinzione tra la tossicità intrinseca dell’alcol e il suo effetto quando è integrato in una dieta equilibrata. Questo è il messaggio chiave espresso da Alberto Battezzati, professore di Fisiologia presso la Facoltà di Scienze Agrarie e Alimentari dell’Università di Milano e direttore dell’Unità Operativa di Nutrizione Clinica all’IRCCS, durante un talk tenutosi il 6 aprile 2025 al Vinitaly, un’importante fiera dedicata al vino, organizzata da Confcooperative Fedagripesca. Presenti anche il sottosegretario del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, Patrizio La Pietra.

Riflessioni sul consumo di vino

Battezzati ha affermato che, sebbene l’alcol sia una sostanza tossica presente nel vino, le evidenze scientifiche non giustificherebbero un divieto assoluto. Al contrario, esistono numerosi studi che supportano il vino come alimento parte integrante della dieta mediterranea. Secondo il professore, la ricerca indica che una dieta sana non è semplicemente la somma delle singole sostanze che la compongono. Un bicchiere di vino, consumato da adulti in un contesto alimentare appropriato e in uno stile di vita equilibrato, produce effetti benefici rispetto a modelli di consumo irresponsabili, come il binge drinking tra i giovani. In assenza di abusi e di condizioni cliniche particolari, il consumo moderato di vino ha un’importanza culturale e offre vantaggi, in particolare per la salute cardiovascolare, che non dovrebbero essere trascurati.

Il ruolo della scienza nella viticoltura

In linea con queste affermazioni, Raffaele Drei, presidente di Confcooperative Fedagripesca, ha sottolineato l’importanza di contrastare, con il supporto della scienza, le informazioni fuorvianti che danneggiano l’immagine del settore vitivinicolo e disorientano i consumatori. Ha evidenziato come studi scientifici dimostrino che il vino, quando inserito in un regime alimentare bilanciato, possa apportare benefici alla salute. Con il recente riconoscimento della cucina italiana come patrimonio dell’umanità dall’UNESCO, Drei ha concluso che è essenziale non separare il vino dalla cultura gastronomica italiana, considerando il suo potenziale dannoso per la salute.