Cotarella riprende la produzione di vermouth puntando sui mercati esteri

Riccardo Cotarella e Michele Marsiaj rivisitano il vermouth piemontese, unendo tradizione e innovazione per attrarre un pubblico internazionale e nuove opportunità di consumo.

Riccardo Cotarella, presidente onorario degli enologi mondiali, torna al suo “primo amore”: il vermouth. Questa iniziativa si concretizza in collaborazione con Michele Marsiaj, un imprenditore torinese noto nel settore dell’automotive di lusso e fondatore del progetto Amistà. Insieme, i due professionisti si propongono di rivisitare il vermouth piemontese in una chiave moderna, mirando a un pubblico internazionale e a nuove opportunità di consumo.

Il ritorno alle origini

Cotarella esprime il suo entusiasmo per questo progetto, dichiarando: “Per me è un ritorno alle origini, a qualcosa che mi appartiene profondamente”. La sua carriera è iniziata proprio con la produzione di vermouth, sotto la guida di Luigi Del Mastro, un maestro del settore. Secondo Cotarella, il vermouth, che nasce dal vino e viene arricchito con erbe e spezie, rappresenta una dimensione autentica del mestiere dell’enologo. “Tornare a lavorarci significa recuperare una dimensione autentica del nostro mestiere, ma allo stesso tempo proiettarsi nel futuro con un prodotto che oggi vive una nuova grande stagione”, aggiunge.

Esplorare nuovi mercati

L’enologo orvietano sottolinea l’importanza di esplorare nuovi mercati: “Dobbiamo offrire prodotti diversi, capaci di intercettare nuovi consumatori e nuove occasioni di consumo”. Il vermouth, secondo Cotarella, offre un’opportunità unica per valorizzare il vino in modo alternativo e attraverso una sperimentazione che ha raggiunto livelli di alta qualità.

Tradizione e innovazione

Michele Marsiaj, dal canto suo, parla di una “sfida che unisce tradizione e innovazione”. L’imprenditore evidenzia come il settore dei consumi stia attraversando una fase di cambiamento e come sia fondamentale ampliare l’offerta senza compromettere l’identità del prodotto italiano. “È importante aprirsi a linguaggi e mercati nuovi”, afferma Marsiaj, sottolineando la necessità di mantenere alta la qualità del prodotto.

Un esempio di coesistenza

La collaborazione tra Cotarella e Marsiaj rappresenta un esempio di come tradizione e innovazione possano coesistere, dando vita a un prodotto che non solo celebra le radici italiane, ma si proietta anche verso il futuro, pronto a conquistare nuovi consumatori in tutto il mondo.