Il Consorzio CSC – Caffè Speciali Certificati, fondato nel 1996, celebra quest’anno il suo trentesimo anniversario, consolidando la sua presenza nel settore dei caffè specialty. Con sede in Italia, il Consorzio unisce torrefattori che condividono un impegno verso la qualità certificata, garantendo controlli rigorosi lungo l’intera filiera e promuovendo la valorizzazione delle origini del caffè.
Il bollino CSC, applicabile dai membri sulle confezioni, rappresenta un marchio di qualità per i caffè che hanno superato verifiche dettagliate e sono stati certificati secondo la norma ISO 22005, garantendo così la tracciabilità del prodotto.
Paola Goppion, presidente del Consorzio e responsabile marketing di Goppion Caffè, esprime il suo riconoscimento verso i fondatori del Consorzio, sottolineando come questo abbia aperto nuove strade per la promozione della qualità. “I nostri caffè sono definiti ‘Speciali’ grazie ai controlli rigorosi lungo tutta la filiera, che li rendono veri ‘specialty’. La loro eccellenza è garantita dal bollino CSC, e stiamo lavorando per aggiungere ulteriori garanzie all’origine”, afferma Goppion, invitando nuovi torrefattori a unirsi al Consorzio per rafforzarne la missione.
La filiera del caffè: dal produttore al consumatore
Fin dalle sue origini, il CSC ha scelto di stabilire relazioni dirette con i produttori di caffè, un approccio che ha permesso ai soci di approfondire la conoscenza del prodotto e di garantire una costanza qualitativa nel tempo. Enrico Meschini, presidente del CSC fino al 2021 e fondatore de Le Piantagioni del Caffè, ricorda con orgoglio come, a distanza di trent’anni, sia stato pioneristico nel riconoscere l’importanza di risalire alle origini del caffè e di instaurare rapporti di fiducia con i produttori. “Questo approccio ha portato a un notevole miglioramento sia nella qualità che nella costanza del prodotto”, afferma Meschini, evidenziando come solo pochi operatori siano riusciti a mantenere un legame duraturo con i coltivatori.
La tracciabilità totale rappresenta un cambiamento significativo rispetto ai modelli tradizionali, che si basavano principalmente su esportatori e grandi compagnie. “Fino agli anni ’90, i torrefattori dovevano fare affidamento su esportatori per garantire la qualità, ma la nostra visione ha portato a risultati di eccellenza”, prosegue Meschini, esprimendo gratitudine per il percorso intrapreso dal Consorzio.
Collaborazione e scambio di conoscenze
Il lavoro dei soci del CSC si concretizza attraverso sopralluoghi regolari e incontri con i produttori, favorendo un confronto costante tra torrefattori e la definizione di criteri comuni per la valutazione del caffè. “Molti torrefattori si affidano a trader per l’acquisto del caffè, ma raramente conoscono il prodotto in profondità. I membri del CSC, invece, sono attivamente coinvolti nella filiera, il che arricchisce la nostra comprensione del prodotto”, spiega un membro del Consorzio.
Il dialogo tra i torrefattori ha portato a un miglioramento della qualità dei caffè e delle miscele. “Abbiamo sviluppato strumenti e criteri per valutare oggettivamente il caffè e il risultato finale in tazza. Il nostro obiettivo è diffondere la cultura del caffè di alta qualità attraverso i nostri clienti”, afferma un torrefattore.
Il progetto doña Lucero in Guatemala
Tra le iniziative sostenute dal CSC c’è il progetto doña Lucero, avviato nel 2020 in collaborazione con Amka nella provincia di Petatán, nella regione di Huehuetenango, in Guatemala. L’iniziativa mira a sostenere un gruppo di piccole produttrici in difficoltà, migliorando le loro competenze produttive e commerciali.
Graziano Carrara, presidente della Commissione Tecnica del CSC e titolare di Carrara Coffee Agencies, sottolinea l’importanza di questo progetto per le produttrici. “Dopo quattro anni, il caffè doña Lucero ha raggiunto le caratteristiche di eccellenza che richiediamo. È un orgoglio aver condotto questo progetto, che ha un forte valore umano”, afferma Carrara.
Il mercato del caffè: sfide e opportunità
Il settore del caffè ha affrontato anni difficili, segnati dalla pandemia di Covid-19 e dall’aumento dei costi di acquisto. In questo contesto, il CSC ha osservato una diminuzione della qualità in alcune aree del mercato, con torrefattori che ricorrono a tostature scure per mascherare le caratteristiche del caffè.
Serena Nobili, responsabile comunicazione di Dini Caffè, sottolinea l’importanza di incontrare baristi che riconoscono il valore dei caffè certificati e si impegnano a educare i consumatori. “Il prezzo attrae molti operatori, ma ci sono quelli che comprendono l’importanza di offrire qualità certificata, apprezzata dai clienti”, afferma Nobili.
Tra i segnali positivi, si nota un crescente interesse da parte di format come le bakery con caffetteria, che cercano prodotti di alta qualità. “Fattori come la tracciabilità e il contatto diretto con il produttore sono valori apprezzati dai baristi e dai consumatori”, conclude Nobili.
Tracciabilità e sostenibilità nei mercati esteri
Nei mercati internazionali, la tracciabilità, l’origine e la sostenibilità stanno diventando sempre più cruciali. La narrazione di progetti come quello dedicato alle donne in Guatemala fornisce ai baristi un contenuto significativo da presentare ai clienti.
“Il mercato estero è molto attento a prodotti che offrono tracciabilità e storie di sostenibilità. Iniziative come il supporto alle donne del Guatemala sono particolarmente attraenti per i baristi, che possono raccontarle ai clienti, rendendo l’offerta unica”, afferma un esperto del settore.
Controlli e prospettive future del Consorzio
Il CSC non acquista direttamente il caffè, ma organizza controlli per garantire la qualità, rendendo disponibili i caffè certificati ai soci. Ogni torrefattore seleziona le origini e crea le proprie miscele in base all’identità e al mercato di riferimento.
Prima di essere offerte ai soci, le origini vengono assaggiate da esperti per verificarne la coerenza con i criteri stabiliti dalla Commissione Tecnica. Il risultato è il bollino CSC, simbolo di un sistema fondato su controlli rigorosi e qualità costante.
Sergio Prete, membro del consiglio di amministrazione di Blaser Trading, sottolinea l’importanza di mantenere procedure e valori nel tempo, ma esprime anche la volontà di esplorare nuove direzioni per aggiungere valore. “Stiamo lavorando su idee che possano migliorare ulteriormente il nostro approccio, con un’attenzione crescente verso l’ambiente”, afferma Prete.
Le torrefazioni associate al Consorzio
Le torrefazioni che fanno parte del CSC – Caffè Speciali Certificati includono: Barbera 1870 di Messina, Blaser Café di Berna (CH), Caffè Agust di Brescia, Dini Caffè di Firenze, Goppion Caffè di Preganziol (TV), Le Piantagioni del Caffè di Livorno e Mondicaffè C.T.&M. di Roma.
